Non va ancora bene il Bilancio riequilibrato approvato dal Consiglio Comunale di Alessandria il  21 dicembre scorso. Lo dice una nota del Ministero dell’Interno giunta in municipio nella giornata di martedì che invita il Comune ad effettuare sei interventi e al limite non organizzare i centri estivi ed altri servizi.

Con la nota si richiedono ulteriori elementi integrativi e nuovi eventuali provvedimenti che si ritenga necessario adottare entro il termine di 60 giorni.


Oltre a una serie di chiarimenti formali e contabili di approfondimento su singole voci, la comunicazione rileva in sintesi i seguenti punti critici:

1) riclassificazione del credito del Comune di Alessandria a valere sulla gestione dell’Organo Straordinario di Liquidazione (esercizi 2011 e precedenti), di insinuazione alla massa passiva per 20.817.419 euro, che si ritiene attendibile ed accertabile solo per gli esercizi a venire (2013/2014) e non a favore dell’esercizio ormai chiuso 2012;

2) a seguito del Decreto Ministeriale dell’ 11 gennaio 2013 (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’8 febbraio 2012), successivo all’approvazione consiliare del 21 dicembre, l’iscrizione di 9 milioni di euro (oggi divenuti 11.679.516 euro), a valere sul fondo di rotazione per la stabilità finanziaria, deve essere considerato come prestito a medio termine e come tale non può contribuire alla copertura di spese correnti 2013;

3) per i servizi a domanda individuale non indispensabili (musei civici e centri estivi), il Ministero invita il Comune ad una riorganizzazione o riduzione o sospensione nell’ottica dell’abbattimento della spesa;

4) accertamenti e riscossioni sui proventi dei beni patrimoniali risultano storicamente molto inferiori rispetto alle previsioni e, pertanto, ne viene richiesta la riduzione preventiva;

5) Il Ministero chiede di conoscere se il Comune abbia predisposto o avviato atti finalizzati al risanamento economico-finanziario di enti od organismi dipendenti;

6) In considerazione della forte incidenza delle spese di personale unitamente alle spese per le prestazioni di servizi, il Ministero chiede di conoscere se l’Ente non ritenga opportuno ridurre l’incidenza delle spese per prestazioni di servizi attraverso una gestione diretta dei servizi stessi.

26 febbraio 2013