Si è riunita la Consulta per la salvaguardia della Sanità Acquese presieduta dal sindaco Enrico Bertero. All’ordine del Giorno erano in trattazione diversi importanti argomenti tra cui la richiesta di ampliamento del servizio di Terapia Antalgica (terapia del dolore). Risulta che l’amministrazione della nostra Azienda Sanitaria stia provvedendo ad aumentare il Servizio. La Consulta si ritiene soddisfatta augurandosi che tali provvedimenti siano ulteriormente estesi, per un servizio che si ritiene rilevante per la nostra utenza.

“Il Sindaco e la Consigliere Arcerito – recita una nota del Comune di Acqui Terme – hanno riferito dell’incontro avvenuto con la rappresentanza dei Sindaci dell’ASL che prevedeva l’esame della riorganizzazione della rete ospedaliera aziendale. Bertero, per quanto riguarda l’accorpamento UTIC – rianimazione, dopo aver avuto rassicurazioni sulla non immediatezza del provvedimento ha richiesto a forza che venga garantita (in tempi brevissimi) la sicurezza del paziente prima di addivenire a qualsiasi decisione. L’obiettivo primario, quindi, sarà quello di salvaguardare la sicurezza del degente, ma a condizione che vengano garantiti gli stessi livelli assistenziali esistenti.


Gli Amministratori Acquesi hanno in tal sede, appreso con piacere che per quanto riguarda il punto nascita si stia ulteriormente monitorando la situazione, continuando a mantenere il servizio.”

La Consulta ribadisce i dati riferiti ai parti per l’anno 2012: al 31 dicembre sono stati 355, (ma sarebbero stati 380 se 25 gravide non fossero state indirizzate ad altri ospedali per partorire a causa di una temporanea inagibilità del blocco operatorio dovuta a guasto elettrico). Inoltre con la prossima introduzione dell’utilizzo del protossido d’ azoto per l’ analgesia del parto il numero dei parti dovrebbe ulteriormente aumentare.

“Occorre specificare – aggiunge la nota del Comune di Acqui Terme – che la S.O.C. è Ostetricia e Ginecologia e se per quanto riguarda l’ Ostetricia le cifre sono legate alla natalità e al bacino di utenza, fattori su cui il reparto può influire relativamente, per quanto riguarda la Ginecologia il trend è nettamente positivo con evidenti meriti del personale medico e infermieristico. Inoltre, la soppressione del servizio, rappresenterebbe un grave disagio alle partorienti che dovrebbero recarsi all’Ospedale di Alessandria distante da Acqui 40 Km e da altre località del territorio ben di più, con una viabilità estremamente difficoltosa.”

 12 febbraio 2013