Maria Cristina Ottone, medico presso l’ospedale di Tortona e consigliere comunale del Gruppo misto lancia l’allarme: in città mancano i posti letto di continuità assistenziale, i luoghi cioè per assistere i malati dimessi dall’ospedale o che soffrono di malattie acute e croniche.

Il problema era già stato sollevato sei mesi fa, ma niente finora è stato ancora fatto e così il medico ritorna alla carica presentando una mozione nel consiglio comunale in programma giovedì.


«In tempi in cui l’ospedale è soprattutto per acuti e la vita media si allunga – dice Maria Cristina Ottone quando il paziente viene dimesso cominciano i veri problemi perché questo periodo di recupero richiede una elevata intensità di assistenza, cosa che le famiglie non sempre sono in grado di sostenere sia dal punto di vista economico che organizzativo; iniziano così le difficoltà di gestione dei pazienti e molti vengono inviati all’Ospedale di Ovada o di Casale : questo perché sono stati tagliati i posti disponibili in una struttura del territorio di Tortona (la Lisino) in un’ ottica di risparmio. Inoltre nelle due strutture preposte a tale continuità assistenziale i posti sono pochi e non coprono le richieste per cui i pazienti sono costretti ad arrangiarsi come possono a discapito di una valida assistenza soprattutto riabilitativa oppure riescono ad entrare in strutture fuori Regione, quindi molto più dispendiose per l’ASL, o peggio ancora dal punto di vista economico, richiedono qualche giorno in più di ricovero ospedaliero per organizzare il rientro a domicilio .”

Nella mozione all’approvazione del Consiglio comunale, Maria Cristina Ottone impegna il Sindaco come massima autorità sanitaria e la Giunta affinché sollecitino gli organismi preposti e in particolare la Direzione Generale dell’ASL a mantenere quanto promesso nel marzo scorso, cioè organizzare a Tortona strutture di cura intermedie in cui effettuare un percorso di continuità Ospedale – territorio per i pazienti che necessitano ancora di cure e di assistenza post ospedaliera o sono a rischio riospedalizzazione e attuare il già predisposto progetto denominato “proposta organizzativa per la realizzazione del percorso integrato di continuità di cura Ospedale–territorio” come peraltro predisposto dalla Regione.”

La dottoressa ha anche presentato al nuovo Direttore Generale dell’Asl Paolo Marforio la proposta di riattivare il prima possibile i 20 posti letto di continuità assistenziale nelle strutture per anziani già esistenti nel Distretto Sanitario di Tortona in modo da offrire nuovamente un’adeguata assistenza al paziente senza gravare troppo sulle già scarse risorse economiche dell’Asl.

 23 gennaio 2013