Le vicende della sezione locale della Lega Nord da qualche tempo si sono fatte tumultuose e intricate.

Presente in Giunta, dopo la vittoria elettorale, con due assessori (tra cui il Vicesindaco), qualche mese fa le cose hanno iniziato a complicarsi a seguito delle dimissioni (richieste o provocate) di uno di essi, per motivi ancora non definiti, tra azioni politiche e rapporti personali.


La Lega, presente con quattro consiglieri, per un certo periodo ha dato un apporto “critico” alla Giunta, ponendosi quasi come ago della bilancia e, per qualche tempo pareva che il gruppo consiliare, potesse in qualche modo influenzare le scelte politiche dell’amministrazione.

Questo momento non è però durato molto e le vicende hanno cominciato a complicarsi: sostituzione di un consigliere, nuova elezione del segretario di Sezione, selezione di un nuovo assessore in “quota Lega”, prima approvato dagli iscritti ma poi fonte di discussioni e malumori, più o meno dichiarati, che hanno addirittura portato al commissariamento per due anni della sezione, a riprova di un clima quanto meno teso tra chi ha sostenuto la nomina e chi ne era contrario.

La nomina del nuovo assessore ha spaccato il partito  e c’è chi pensa che sarebbe stato necessario qualche “cerotto” per coprire le ferite della sezione leghista, ma a quanto pare così non è stato.

Malumori serpeggiano tra gli iscritti e anche tra molti valenzani che dicono di non aver ancora visto emergere con chiarezza le competenze di questo assessore che avrebbero potuto far cambiare idea ai detrattori.

Le ferite nel Carroccio hanno registrato l’ultimo episodio nel consiglio comunale di Lunedì, quando un consigliere leghista si è  dimesso ed è passato al Gruppo Misto.

Costui, Alessandro Ferrari, nelle motivazioni del suo abbandono dice alcune frasi significative: sosterrà comunque la Giunta anche se aveva creduto all’affermazione che questa “sarebbe stata composta solo da persone con competenze specifiche riguardo le deleghe a loro assegnate”. Dubita inoltre che qualcuno  “invece, non risponda a questi requisiti”.

Ohibo! E chi sarà mai?

La risposta non pare facile anche se alcuni indizi paiono convergere su una certa figura.

Forse su chi ancora non ha mai fatto sentire la propria voce nei dibattiti e in assemblee pubbliche?

O forse chi non partecipa ad alcune iniziative pubbliche?

Parafrasiamo Nanni Moretti: “ Faccio più brutta figura a non venire o a venire e passare inosservato?

Certo, la scelta di figure competenti per rappresentare i partiti, sia nelle amministrazioni che negli organismi dirigenti di enti pubblici e privati è un argomento cruciale e tocca chi viene destinato a tale compito.

Non è facile dimostrare la propria competenza e a volte, anche quanto c’è, stenta ad emergere.  E fino a quando questa non emerge è lecito parlare di incompetenza di occupa un determinato posto e di colui che l’ha messo a sedere in quel ruolo.

Tutte le volte che succede ci si chiede: ma possibile che non ci fosse nessun altro che poteva essere scelto?

Triste è la considerazione che ne deriva, tristi i tempi in cui viviamo.

Siamo forse arrivati al cosiddetto “collasso del sistema” che non permette più di insediarsi al di là dei meriti e cerca finalmente professionalità, impegno, capacità di avvedersi delle grandi difficoltà che dobbiamo affrontare?

 23 gennaio 2013