Un’intercettazione telefonica nell’ambito dell’operazione antimafia “Minotauro” dalla quale traspare l’ombra lunga delle mafia sul Terzo Valico e il rischio che le sette cave indicate per ospitare il materiale utilizzato per scavare i tunnel possano entrare nel mirino delle ecomafie che potrebbero metterci qualsiasi tipologia di rifiuto, non esclusi quelli tossici e nocivi.

Il pubblico presente in sala

Questo pericoloso scenario, ipotizzato da Rifondazione Comunista nel consiglio comunale di venerdì sera, però, non è servito a convincere i consiglieri comunali a schierarsi contro il Terzo Valico ed approvare una moratoria in grado di ritardare l’avvio dei lavori.


Quasi tutti i partiti hanno ammesso  timori di un possibile  rischio ambientale, tuttavia, quando è stato ora di votare hanno prevalso il diktat politico o altri interessi rispetto alla salute pubblica.

L’allarme lanciato da Rifondazione Comunista è stato raccolto da Paolo Ronchetti dell’Italia dei Valori e da Franco Filella del PD (gli unici ad aver votato a favore della mozione) ma anche dalle Lega Nord che però poi ha votato contro la moratoria.

Nella seduta, come già evidenziato nella riunione pubblica la sera precedente, è stato evidenziato il pericolo amianto, ma stavolta oltre all’allarme ambientale, è emerso il pericolo di infiltrazioni mafiose paventato dal consigliere di Rifondazione Stefanella Ravazzi che ha depositato una relazione in cui emerge che nelle intercettazioni rese note circa un anno fa nell’operazione Minotauro anche ad opera della trasmissione “Presa Diretta “di Riccardo Jacona, sono state registrate frasi dei clan mafiosi operanti in zona, tra Liguria e Piemonte, che dicevano chiaramente che avrebbero gestito la tratta alta velocità Torino- Lione in Val Susa e che “avevano messo le mani anche sul Terzo Valico”.

 

CHI CONTROLLERA’ COSA VERRA’ MESSO NELLE CAVE?

Chi controllerà la tipologia dei rifiuti che verranno stoccati nelle cave cittadine? Siamo sicuri che non verrà stoccato materiale chimico, altamente inquinante e pericoloso per salute? Chi controllerà la tipologia del materiale depositato, visto che si tratta di svariati milioni di metri cubi?

Sono alcune delle domande emerse durante la seduta, che hanno sollevato dubbi nel consigliere del PD Franco Filella, in quello dell’Idv Paolo Ronchetti  e anche in quello della Lega Nord, Andrea Golinelli, che siede in maggioranza: “Dobbiamo essere attenti – ha detto Golinelli – noi siamo favorevoli al Terzo Valico ma siamo preoccupati per quello che potrebbe accadere, quindi dobbiamo monitorare e controllare che le prescrizioni vengano rispettate.”

Golinelli ha proposto anche un controllo  da parte della Commissione comunale ambiente, di cui lui fa parte, che deve attivarsi maggiormente a supporto dei controlli già esistenti, ma effettuati da organi sovracomunali.

Il PDL attraverso le parole del capogruppo Luigi Bonetti ha sottolineato il fatto che il Terzo Valico, secondo gli esperti, è necessario. Anche lui ha palesato preoccupazione per i possibili scenari ma si fida ciecamente delle istituzioni: “Mi rifiuto di credere – ha detto– che tre commissioni ad hoc predisposte per il Terzo Valico (Commissione nazionale, dei sindaci e dei tecnici) non possano accorgersi di eventuali irregolarità e che la Prefettura non controlli e non intervenga.”

Curiosa la posizione dell’UDC: “Siamo da sempre favorevoli all’Alta velocità – ha detto in sintesi Luigi Bailo – ma siccome il rischio ambientale ci riguarda da vicino, ci asteniamo”.

Il PD invece si è spaccato: solo Filella a favore della moratoria, gli altri si sono astenuti.  La Lega Nord,  invece, ha  votato contro.

La moratoria alla fine è stata bocciata (solo tre voti favorevoli di Ravazzi, Filella e Ronchetti) anche perché il PDL con i suoi 10 consiglieri (su 21 seggi) ha votato contro.

Va detto che approvare la moratoria, ai fini pratici, almeno per il momento, non avrebbe significato nulla, perché le decisioni sul Terzo Valico vengono prese a Roma e non in loco, ma avrebbe significato un segnale forte dei politici locali a difesa del territorio tortonese, come hanno fatto i Comuni di Arquata Scrivia e Pozzolo Formigaro.

 22 dicembre 2012