E’luogo comune pensare che gli ambientalisti, o pseudo tali, siano un branco di pazzi scatenati e furiosi, con visioni catastrofiche, appartenenti alla frangia dell’estrema sinistra, spesso anche dei sovversivi che vedono il male dove non c’è, tendenti sempre all’esagerazione.

Naturalmente non siamo d’accordo con questo stereotipo, ma anche ammesso che così fosse, per tanto che si possano “gonfiare” i dati, quelli esposti nell’assemblea sul Terzo Valico di giovedì sera sono così abnormi che non possono non preoccupare i nostri Amministratori comunali.


Gli ambientalisti seri, come Antonello Brunetti ad esempio, sono soliti documentarsi e prima di parlare raccolgono dati ed informazioni; i documenti esposti in sala Romita riportavano tutti fonti attendibili, dati raccolti da documenti ufficiali, così come l’elenco della cave, su carta intestata dal Cociv, quindi niente di inventato, eppure, nessun esponente politico di maggioranza, era presente: né il sindaco Berutti, né un assessore, neppure un consigliere comunale. Non parliamo poi dei politici eletti in Provincia, Regione o al parlamento: di loro neppure l’ombra.

Perché questa gravissima assenza?

Forse perché hanno (erroneamente) etichettato che la battaglia contro il terzo valico sia da attribuire solo agli estremisti di Sinistra?

Ma quello che desta ancor maggiore preoccupazione è la quasi totale assenza degli organi di informazione: a parte noi e un quotidiano cartaceo, non c’era nessuno presente. Perché?

Perché snobbare completamente l’avvenimento?

Semplice dimenticanza, nessuna voglia di perdere una serata per ascoltare un branco di ambientalisti pazzi scatenati e furiosi, con visioni catastrofiche, appartenenti alla frangia dell’estrema sinistra o ci sono altri motivi di cui non siamo a conoscenza?

Scriviamo queste righe prima della moratoria che Rifondazione presenta venerdì pomeriggio in consiglio comunale, contro il terzo valico, ma possiamo anticipare fin d’ora con la quasi assoluta certezza che la moratoria verrà bocciata dal Consiglio comunale.

D’altro canto, se i politici non partecipano neppure ad assemblee come quella di giovedì, perché mai dovrebbero approvare un documento così “compromettente” come quello proposto da Rifondazione?

21 dicembre 2012