Cosa sono andati a fare a Chisinau in Moldavia, il presidente dell’Amag Lorenzo Repetto, l’allora assessore del Comune di Alessandria Gianpaolo Olivieri e il consigliere comunale Massimo Piccolo il 29 settembre 2010? E come mai hanno speso ben 2.042 euro cioè (680 euro a testa) per il soggiorno al Jazz Hotel quando i prezzi attualmente in vigore (e quindi a distanza di due anni) variano tra un minimo di 357 ad un massimo di 447 euro eccezion fatta per la suite di lusso che costa 507 euro a persona?

Gianpaolo Olivieri

Lorenzo Repetto

Massimo Piccolo

Sono queste alcune domande che sorgono spontanee dopo che il sindaco di Alessandria, Maria Rita Rossa, giovedì pomeriggio, durante una conferenza stampa, ha divulgato i dati sulle spese sostenute per questa “missione” pagata dall’Amag.

Domande a cui ci piacerebbe rispondessero i diretti interessanti illustrando le loro ragioni.

 

Nell’attesa spieghiamo ai lettori cosa è accaduto e in che modo sono stati spesi soldi pubblici da parte della maggiore Società Partecipata del Comune, cioè l’Amag, di cui il Comune, appunto, detiene il pacchetto di maggioranza.

La missione di Repetto, Olivieri e Piccolo risale al 2010, ma soltanto oggi sono stati divulgati dettagliatamente i costi. I tre sono partiti il 29 settembre e sono rientrati il due ottobre, quindi un viaggio di tre giorni.

Questo viaggio è costato all’Amag circa 8 mila euro, di cui, quasi 900 per pranzi e cene, ed oltre duemila per il soggiorno in hotel che oggi, a due anni di distanza, costerebbe circa il 40% in meno di allora (Suite a parte).

 

700 EURO DI BIGLIETTI BUTTATI AL VENTO

Il Jazz Hotel di Chisinau

 

Nell’elenco delle spese fornito dall’Amag (in cui si specifica che sono riferite non solo a quelle sostenute dall’assessore Olivieri e dal consigliere Piccolo ma anche dall’allora presidente Lorenzo Repetto ed “eventuali ospiti” non precisati), figurano anche due biglietti aerei Meridiana Fly acquistati in vista del viaggio che avrebbe dovuto effettuarsi il 14 settembre poi rinviato al 29.

Ebbene questi due biglietti aerei sono costati 690 euro e si è trattato di soldi gettati al vento, perché i biglietti non sono stati utilizzati e non sono stati rimborsati.

Settecento euro, ovviamente, messi carico dell’Amag.

Ma non si poteva chiedere il rimborso?

 

 

I TARTUFI DA 1.350 EURO

L’interno del jazz hotel

Perché in un viaggio che dovrebbe essere di lavoro vengono acquistati dei tartufi? A che scopo? Che attinenza hanno i tartufi con una missione di servizio?

Ma poi, sono stati davvero acquistati dei tartufi? Oppure i soldi sono stati spesi per altro? Il dubbio è legittimo perché la “pezza giustificativa” per l’acquisto dei tuberi, allegata alla documentazione per il rimborso, altro non è che un foglio bianco senza dicitura e senza timbri con una scritta a mano che avrebbe potuto fare chiunque con la seguente dicitura: “tartufi 3 etti, 450,00 x 3 = 1.350” con la firma a fianco che è uno scarabocchio illeggibile. Tra l’altro non si capisce perché sul foglio c’è la data 11 novembre 2008……

 

PERCHE’ UN VIAGGIO IN MOLDAVIA?

Cosa ci sono andati a fare in Moldavia Repetto, Olivieri e Piccolo?

Un’altra immagine del Jazz hotel

In attesa di una risposta che ci auguriamo possa arrivare dai diretti interessati e che spieghi il motivo per cui sono stati acquistati dei tartufi, perché l’hotel è costato mille euro in più, perché i biglietti aereo non sono stati rimborsati né pagati da chi ha sbagliato, qualcuno ha provato a formulare delle ipotesi collegando il viaggio in Moldavia con le oltre centomila rose poi acquistate dall’Amag e distribuite in città.

Rose che, come noto, effettivamente provenivano dalla Moldavia perché lì sono state coltivate, ma l’acquisto delle rose, a quanto risulta, non è stato fatto in Moldavia ma da una ditta di Pistoia a cui è stata intestata la fattura, ed è stata la stessa ditta a farle arrivare dalla Moldavia.

C’è da chiedersi, allora: era necessario un sopralluogo sul posto per verificare dove nascono e come crescono le rose acquistate dal fiorista di Pistoia?

E’ come se, per una ricorrenza, decido di acquistare dei tulipani da un fiorista sotto casa, ma voglio essere certo che arrivino dall’Olanda e vado in vacanza ad Amsterdam per verificare di persona da dove nascono.

Ma per assurdo mettiamo che l’Amag avesse deciso di effettuare un sopralluogo: bisognava andarci in tre? Non bastava una persona sola?

La seconda ipotesi è quella di un viaggio di affari dell’Amag in un Paese dell’est dove notoriamente c’è molto gas; ma se così fosse, perché mandare anche un assessore e un consigliere comunale? Cosa c’entrano loro con l’Amag?

E quali fantomatici affari sarebbero stati effettuati in Moldavia? E con chi?

Di sicuro, quindi, non possiamo pensare siano questi i motivi che hanno spinto i tre amministratori pubblici a recarsi in Moldavia, e siamo fiduciosi che qualcuno di loro – forse – potrà spiegarci nel dettaglio, quello che è successo.

O no?

Angelo Bottiroli

 6 dicembre 2012