Pur muovendo dal presupposto positivo, di ridurre il numero e semplificare la rete amministrativa, creando con le nuove Province enti intermedi più grandi, il decreto licenziato dal Governo è destinato a creare più problemi di quanti ne vorrebbe risolvere.

Inaccettabile e prevaricatoria è, infatti, la norma che prevede la soppressione delle Giunte a decorrere dal 1° gennaio, e la sua sostituzione con una sorta di balzano “direttorio” costituito dal Presidente e da tre Consiglieri delegati, che dovrebbero guidare l’ente fino alle elezioni del 2013. Un pasticcio amministrativo: esattamente il contrario di ciò che servirebbe, vale a dire la piena operatività delle Giunte provinciali, proprio nel guidare la transizione dai vecchi ai nuovi enti.

Nel caso di Alessandria, questa misura appare per di più connotata da una concezione “autoritaria” del rapporto tra Governo centrale e Autonomie locali, del tutto irrispettosa della prova di responsabilità di cui, in primo luogo il Presidente Filippi, e in secondo luogo tutta la maggioranza che lo sostiene, hanno dato prova nelle scorse settimane, decidendo di rimanere al loro posto, nonostante i molti rischi, non solo politici, e procedendo in poche ore a ridurre, con una scelta difficile e dolorosa, alla riduzione del numero degli assessori, anche per dare un segnale sul fronte del contenimento dei costi della politica.

E’ evidente, perciò, che come PD provinciale, in linea con quanto già espresso dal nostro partito a livello regionale, faremo ogni pressione affinché le storture del decreto licenziato dal Governo siano corrette nel corso dell’iter parlamentare.

Domenico Ravetti – Responsabile Enti Locali PD

Daniele Borioli – Segretario Provinciale PD

4 novembre 2012