In risposta alle accuse formulate dalla Cia, Rifondazione comunista e la Cgil ci hanno inviato due comunicati che per correttezza nei confronti degli estensori pubblichiamo integralmente.

 

IL COMUNICATO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Apprendiamo dell’ennesima presa di posizione irresponsabile della Cia e dell’Azienda Lazzaro, che tentano di strumentalizzare la campagna “Boicotta Bennet”, voluta, organizzata e promossa dagli stessi lavoratori ridotti in schiavitù e dai membri del Presidio Permanente di Castelnuovo Scrivia, ovvero tutti coloro che sono stati lì quotidianamente ed hanno condiviso la lotta con i lavoratori, dal 22 giugno scorso.

Inutile e strumentale attaccare la Cgil e le forze politiche di “estrema sinistra” : per quello che ci riguarda come Prc Tortona, lo abbiamo detto fin dall’inizio e lo ribadiamo, pur non essendo noi i promotori della campagna, l’abbiamo sostenuta e la sosteniamo. Anche se non ci risulta ancora ufficialmente che la catena di supermercati abbia disdetto il contratto, non rifornirsi da chi costruisce profitto su schiavismo e sfruttamento è importante.

In ogni caso vogliamo dire chiaramente che quei lavoratori (non solo gli ultimi 13 lasciati a casa oggi), tutti quelli che si sono ribellati ed hanno alzato la testa, reclamando i propri diritti e svelando le condizioni di lavoro, quelli che sono in presidio da giugno, perdono il lavoro perché HANNO PARLATO.

Non ci pare la Cia abbia preso le distanze – anzi! – da questa vicenda gravissima, che lede l’immagine dell’intera categoria.

Contemporaneamente a questi “licenziamenti” , la ditta Lazzaro raddoppia il numero dei lavoratori che arrivano tramite la cooperativa di Brescia : segno che il lavoro c’è, eccome!

Il ricatto operato dall’ Azienda Lazzaro e sostenuto dalla Cia però non funzionerà: le vertenze andranno avanti e le gravi violazioni degli accordi e dei diritti dei lavoratori saranno esaminate nelle sedi competenti. La ditta Lazzaro ha violato gli accordi fin dall’inizio, ben prima del lancio della campagna ritenendosi evidentemente inattaccabile e al di sopra di ogni legge, lo abbiamo detto fin dall’inizio. Non è possibile però – e non lo accettiamo- rigirare la frittata: oggi il fatto che i braccianti marocchini vengano cacciati dall’Azienda, anche al di fuori di ogni scadenza temporale dei contratti, e con modalità assolutamente anomale( ed in quali condizioni lavorassero sta emergendo molto chiaramente ..), è una scelta precisa e deliberata dell’azienda, non imputabile certo al Presidio, né ai lavoratori o alla Cgil o ai “partiti di estrema sinistra”…

Va dato atto invece a Prefettura, Sindacato e Provincia di Alessandrioa , di aver operato e di operare con estrema sensibilità ed attenzione rispetto a questa vicenda, riguardo alla garanzia dei diritti dei lavoratori, all’emergenza sociale ed umanitaria. Dalla Provincia ci attendiamo una soluzione per questi lavoratori (sappiamo che ci si sta lavorando alacremente) ed una presa di posizione rispetto all’inaccettabile arroganza della ditta Lazzaro e, spiace dirlo, della Cia.

Il problema è stato sollevato, non abbiamo intenzione di ignorarlo o di rimuoverlo: la Procura di Torino sta indagando, resta però il fatto che un caso simile costituisce un precedente gravissimo per tutto il settore agricolo della nostra provincia. Crediamo sia ora di affrontare la questione complessivamente, comportamenti simili non possono essere più tollerati.

Daniela Cauli – Segretario di Rifondazione Comunista – Tortona

 

IL COMUNICATO DEL PRESIDIO

A fianco  trovate il cartello affisso venerdì 17 agosto da Lazzaro, padre e figlio, su un palo della luce difronte al presidio, cartello in cui comunicano – a modo loro – il “licenziamento” di tutti i lavoratori marocchini ancora in forza – in tutto 13 – con il pretesto di aver perso le forniture per i supermercati Bennet, dopo l’avvio della campagna di boicottaggio (cosa, peraltro, tutta da verificare!); altri 14 lavoratori i Lazzaro li avevano già licenziati verbalmente a fine luglio. Senza Bennet!

In compenso, la cooperativa di indiani Work Service di Brescia lavora tranquillamente, anzi i 12 indiani, in questi giorni, sono ormai diventati una trentina.

Non solo sfruttatori e schiavisti, ma i Lazzaro manifestano anche una vena propriamente razzista, visto che il “licenziamento” avviene solo per i lavoratori appartenenti ad una determinata etnia, quella marocchina, e per giunta colpevoli di essersi ribellati.

Come Presidio consideriamo tutti questi fatti di una gravità inaudita: finora si è avallata l’impunità a chi si è reso colpevole di violare leggi e contratti di lavoro e, pure, di non pagare i propri dipendenti!

Nei prossimi giorni, attiveremo tutte le iniziative che riterremo più opportune.

Concludiamo esprimendo plauso ai Sindaci di Volpedo e Monleale per la presa di distanza dai comuni limitrofi per questo caso di lavoratori ridotti in schiavitù.

Antonio Olivieri – Presidio permamente

18 agosto 2012