Si chiama Andrea Acquaviva, ha 28 anni, abita in Friuli ed era venuto a trovare la mamma a Casale Monferrato. E’ soprattutto merito suo se un operaio di circa 40 anni oggi è salvo ed è uscito praticamente indenne dall’incidente stradale che si è verificato venerdì sulla statale 33 in prossimità del Centro Commerciale Bennet.

Andrea, a differenza di tante altre persone che assistono agli incidenti stradali e “tirano dritto” si è fermato e con grande sprezzo del pericolo ha salvato la vita ad un uomo e ha saputo soltanto da noi, che lo abbiamo raggiunto telefonicamente che l’uomo è vivo e sta bene, perché dopo averlo salvato ha ripreso la sua strada come se nulla fosse, senza aspettare ringraziamenti, perché Andrea, come tutte le persone che fanno del bene agli altri, sono schivi e non amano la pubblicità.

Per loro, fare del bene, è naturale, rientra cioè nella normalità della vita quotidiana, perché così deve essere: aiutano il prossimo e poi, dopo che lo hanno consegnato ai soccorritori, se ne vanno, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Non cercano gloria i giovani come Andrea, né riflettori: aiutano e basta. In silenzio.

L’episodio di venerdì, invece, a nostro avviso, merita i riflettori perché se non fosse stato per questo giovane 28 enne oggi ci sarebbe un vittima in più sulle strade e una famiglia distrutta dal dolore.

E’ stesso Andrea a raccontare cos’è accaduto.

“Ero alla guida della mia macchina – racconta il giovane – e stavo rientrando a casa, in Friuli, dopo essere stato a trovare la mamma che abita a Casale, quando in prossimità del “Bennet” davanti a me ho assistito ad un incidente stradale: una Fiat “Van” condotta dall’operaio ha ‘tirato dritto’ in prossimità della curva e si è scontrata frontalmente con una Bmw X5 che veniva dalla direzione opposta, poi contro un’altra macchina che si trovava dietro ed infine è caduta nel canale. E’ stato un gravissimo incidente frontale: pensavo che l’uomo a bordo della Van fosse deceduto.”

Andrea è rimasto illeso e non ha avuto il minimo dubbio su cosa fare e come comportarsi in casi come questo: “mi sono immediatamente fermato – aggiunge – e sono sceso dall’auto. Mi sono precipitato di corsa verso il canale per prestare soccorso. Il finestrino della “van” era rotto e l’abitacolo era invaso di acqua. Non ho visto nessuno all’interno e ho pensato che il conducente fosse stato sbalzato fuori, puoi guardando meglio noto che dall’acqua affiora un pezzo di camicia: l’uomo era svenuto all’interno dell’abitacolo completamente sommerso di acqua. Senza pesarci due volte sono entrato nell’auto e l’ho tirato su. Ho cercato di portarlo fuori ma aveva le gambe incastrate allora ho cercato di farlo respirare. Poi con l’aiuto di un altro automobilista che nel gli abbiamo fatto espellere l’acqua dai polmoni, abbiamo cercato di svegliarlo e lo abbiamo tenuto su, col testa fuori dall’acqua in attesa dell’arrivo dei Vigili del Fuoco.”

I pompieri sono giunti sul posto diversi minuti dopo l’incidente e lo hanno liberato. Poi lo hanno consegnato al 118. L’ambulanza ha trasportato l’operaio all’ospedale di Casale Monferrato. L’uomo, a quanto pare, sta bene. E’ rimasto in osservazione in ospedale ed è stato giudicato guaribile in una decina di giorni, ma se non fosse stato per la prontezza di Andrea non si sarebbe salvato.

Andrea non si è fermato più di tanto a capire cos’era accaduto: ha lasciato che i soccorritori facessero il loro lavoro, poi è risalito in auto ed è rientrato a casa, come se nulla fosse; come se salvare un uomo da morte certa fosse la cosa più naturale di questo mondo.

“Ho agito d’istinto – conclude Andrea – senza pensarci, perché per me era la cosa più naturale ed ovvia da fare. Ero preoccupato e mi fa piacere che l’operaio si salvato e non abbia riportato gravi conseguenze. Non credo di avere fatto nulla di straordinario, ma solo quello che dovrebbe fare qualunque persona in casi come questo.”

Angelo Bottiroli

 11 agosto 2012