Buongiorno direttore,

premetto, per onestà intellettuale, che sono un ex dipendente ( non dirigente) delle FS .

Le scrivo perché tento di riuscire a capire quali possano essere le ragioni che convincono tante persone, certamente in buona fede, a costituire comitati e in generale ad avversare con tanta veemenza e convinzione i progetti di potenziamento della rete ferroviaria italiana.

C’è stato un tempo nel quale, credo a ragione, il movimento ambientalista era fortemente favorevole ad un riequilibrio del trasporto delle merci e delle persone, ancora oggi fortemente sbilanciato verso il trasporto su gomma, ed era convinzione diffusa che occorressero grandi sforzi, quindi investimenti, per adeguare, anzi potenziare, una infrastruttura vecchia di 150 anni, cioè in sostanza la rete ferroviaria.

Le risparmio l’elenco delle ragioni, peraltro ovvie ed attualissime, che, su tale tema, muovevano l’entusiasmo dei giovani di fine xx secolo.

Ora, quello che proprio non mi riesce di capire, è il motivo per cui attualmente questi movimenti di opposizione alla realizzazione di importanti opere strategiche si manifestano solo per progetti che riguardano la realizzazione di nuove linee ferroviarie.

Perché nulla si sente quando si tratta di una nuova autostrada?

Per fare degli esempi riguardanti il nostro territorio, il Piemonte: qualcuno ricorda movimenti di protesta di una qualche eco, in occasione della realizzazione dell’autostrada Alessandria Voltri, o della Torino Bardonecchia?

Eppure sono state opere imponenti, colate di asfalto e calcestruzzo, viadotti, montagne sventrate ( a proposito, non c’era l’amianto o non lo si è cercato?) inevitabili danni all’equilibrio idrogeologico, ambiente naturale deturpato, investimenti di miliardi e miliardi, e conseguente alta probabilità di corruzione, concussione, infiltrazioni malavitose nell’assegnazione delle commesse, ecc ecc.

Più recentemente ancora, abbiamo assistito alla creazione della 3^ corsia sulla A7 Milano-Genova.

Per questi pochi ma importanti esempi, non so se per mia disattenzione, ma proprio non mi riesce di ricordare grandi battaglie, movimenti popolari o altro, che cercassero di ostacolare le opere.

Quando si tratta di ferrovia, la musica è sempre la stessa: meglio razionalizzare l’esistente, disastri ambientali, mafia o ‘ndrangheta, speculazione, spreco di danaro pubblico, corruzione, ecc ecc.

Quando si tratta invece di realizzare un bel nastro di asfalto, tutto tace!! … e via spediti per la realizzazione dell’opera.

Egr. Direttore, a fronte di questi fenomeni ” inspiegabili” io mi sono fatto una opinione, e la esprimo in modo spregiudicato:

la lobby del trasporto su gomma, che notoriamente in Italia è potentissima, con diverse tecniche, favorisce la crescita e la diffusione di movimenti spontanei localistici che nascono dallo scontato malcontento di ristrette realtà, e che normalmente esauriscono in fretta la propria spinta propulsiva, e lo fanno per un proprio tornaconto, che non coincide affatto con gli interessi generali o di tutela ambientale .

Penso sia solo una questione di lobby, come avviene normalmente negli U.S.A., solo che là è alla luce del sole, mentre da noi tutto è assolutamente nascosto sotto una coltre di ipocrisia.

grazie per l’ospitalità

Severino Mastarone – Castelnuovo Scrivia



Le domande e le opinioni espresse dal nostro lettore sono molto “forti” e sotto certi aspetti “pesanti”. Conosco personalmente molti dei militanti delle associazioni ambientaliste e anche molte altre persone appartenenti ad associazioni e Comitati vari che cercano di opporsi a progetti che ritengono sbagliati e sono convinto (ma è una valtazione personale) che la stragrande maggioranza di loro sia in buona fede.

Poi se la battaglia che intraprendono sia giusta o sbagliata, questo non spetta sicuramente ad un giornale deciderlo.

Il nostro ruolo è quello di fornire un’informazione più pluralistica possibile, ospitando ogni contributo, essendo il giornale l’eco dei cittadini, e per quanto possibile, sempre sopra le parti.

Per questo motivo pubblichiamo la lettera di Severino Mastarone e ovviamente, se ritengono di farlo, attediamo la replica di chi è stato chiamato in causa.

Disponibili, come sempre, ad ospitare le diverse opinioni .

Il Direttore

1° giugno 2012