Domenica 9 agosto, alle ore 21, la suggestiva cornice di piazzetta San Tommaso a Dolcedo ospiterà il concerto del Quartetto Cherubini. L’affermato ensemble di saxofonisti, con alle spalle oltre centotrenta esibizioni in tutta Europa, proporrà al pubblico un affascinante viaggio musicale capace di coniugare il rigore della musica classica con le sfide e le sonorità della musica moderna e contemporanea.

I protagonisti e il programma della serata

Il gruppo suona stabilmente insieme da circa dieci anni ed è composto da quattro talentuosi musicisti:

  • Simone Brusoni al saxofono soprano.
  • Cristiana Deluca al saxofono contralto.
  • Leonardo Cioni al saxofono tenore.
  • Ruben Marzà al saxofono baritono.

L’ensemble accompagnerà gli spettatori nell’esplorazione della letteratura originale scritta appositamente per quartetto di sax. Il repertorio della serata spazierà infatti attraverso diverse epoche e influenze:

  • Le composizioni ottocentesche di Singelée.
  • Il Novecento francese di Desenclos e Jean Françaix (brani dalle radici classiche, ma arricchiti da spunti che guardano apertamente al jazz e all’avanguardia).
  • Le suggestive miniature di Ciudades di Lago, un’opera che mette il sax contemporaneo al totale servizio della world music.

Dieci anni di successi internazionali

Il Quartetto Cherubini nasce a Firenze nel 2016 e, fin dai suoi esordi, è stato impegnato in un’intensa e premiata attività concertistica. A dimostrazione dello spessore del gruppo, il curriculum dell’ensemble vanta oggi numeri di assoluto rilievo:

  • 12 Primi Premi conquistati in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali.
  • Oltre 130 eventi dal vivo tenuti in Italia, Austria, Germania e Ungheria.
  • Prestigiose esibizioni in veste di solisti con orchestre sinfoniche, orchestre d’archi ed ensemble di fiati.

Oltre all’impegno sui palchi internazionali, il Quartetto è da sempre molto attivo anche nel campo del sociale e dell’educazione, promuovendo la diffusione della musica tra i più giovani con eventi interattivi nelle scuole primarie e portando la propria arte anche all’interno di ambienti svantaggiati.

Il nome stesso scelto dal gruppo rappresenta una dichiarazione di intenti: oltre a essere un omaggio al celebre Conservatorio fiorentino e alla città d’origine, simboleggia la sfida originale di unire la profondità tipica del quartetto classico al carattere camaleontico e inconfondibilmente moderno del saxofono.