La tradizionale pattuglia storica per le vie del centro ha da sempre rappresentato un momento ricorrente per l’Arma dei Carabinieri, ritenuta per molti commercianti della zona un segno di _“buon auspicio”_ per il nuovo anno.

L’Arma dei Carabinieri nasce nel 1814 per volontà di Vittorio Emanuele I di Savoia per ristabilire l’ordine e la sicurezza pubblica nel territorio del Regno, gravemente sconvolto dall’odiata dominazione francese. Il modello operativo di riferimento rimase quello francese della Gendarmeria, ossia di una forza armata con duplice funzione di polizia civile e militare. All’inizio, la forza dei Carabinieri fu di 27 ufficiali e 776 tra sottufficiali e truppa. Di quegli 803 militari, 476 erano a cavallo, 327 a piedi.


Lo scopo della nuova gendarmeria italiana era quello di _“ristabilire ed assicurare il buon ordine e la pubblica tranquillità, che le passate disgustose vicende hanno non poco turbato a danno dei buoni e fedeli Nostri sudditi”_ e a tal fine il Re emanò il decreto istitutivo del 16 luglio con il quale il monarca ritenne che fosse necessario _“mettere in atto tutti quei mezzi che possono essere confacenti per scoprire e sottoporre al rigore della Legge i malviventi ed i male intenzionati, e per prevenire le perniciose conseguenze che da simili soggetti, sempre odiosi alla società, possono derivare a danno dei privati cittadini e dello Stato”_ fondando così _“un corpo di militari, distinti per buona condotta e saggezza, chiamati col nome di Corpo dei Carabinieri Reali”_.

Da allora i principi e i valori dei Carabinieri sono rimasti invariati ma lo strumento operativo si è notevolmente arricchito con le nuove risorse derivanti dalla moderna tecnologia.

I Carabinieri sono ormai una Istituzione nazionale inscindibile dalla società che svolge una pluralità funzioni che superano i tradizionali compiti di polizia. Circa 120 mila uomini impiegati in compiti di difesa militare, polizia di sicurezza, ordine pubblico, polizia giudiziaria, polizia militare, protezione civile, tutela degli interessi diffusi, sostegno sociale, intervento umanitario, stabilità internazionale, vigilanza e sicurezza delle sedi diplomatiche italiane all’estero e ultimo ma non per importanza di prossimità al cittadino.

Le pattuglie storiche vogliono dunque testimoniare la presenza dell’Arma nel tessuto sociale del territorio, oggi come allora, al servizio della Comunità.