Se un tempo a parlare di cambiamenti climatici erano solo tecnici e scienziati, dall’inizio del nuovo millennio i suoi effetti sono così tangibili che chiunque può osservarli. Basta prendere una cartolina di una ventina di anni fa: se per esempio ne avete una che ritrae qualche ghiacciaio delle Alpi o un impianto di sci posizionato sotto i duemila metri e li confrontate con gli stessi luoghi così come appaiono oggi, sarà impossibile non notare che il ghiacciaio si è sicuramente ritratto di qualche decina di metri e che l’impianto di sci molto probabilmente è chiuso per mancanza di neve.

Stiamo quindi assistendo a una vera e propria rivoluzione climatica e per conoscerla più da vicino ci viene in aiuto l’Eco@tlante che a questo tema ha dedicato una StoryMap apposita. Anche qui, come per le altre storymap, gli argomenti trovano spazio attraverso una narrazione chiara e comprensibile: le cause e gli effetti, le strategie di contrasto, le emissioni climalteranti, sono raccontati con la possibilità di effettuare ulteriori approfondimenti attraverso i link ai dati interessati.

Indicatori del clima e di impatto dei cambiamenti climatici

C’è anche l’opportunità di visionare sia gli indicatori del clima che quelli di impatto dei cambiamenti climatici in Italia. Questi ultimi due ci aiutano a comprenderne l’andamento attraverso valori, parametri ed anomalie e l’evoluzione dei vari fenomeni.



Vogliamo sapere quali sono i valori medi di temperatura registrati nel 2020 in una località italiana? Basta osservare la mappa elaborata ad hoc: le differenti colorazioni ci semplificano la comprensione dei dati. Scopriamo così che in Italia il 2020 è stato il quinto anno più caldo dal 1961 mentre per quel che riguarda le precipitazioni ci collochiamo al ventitreesimo posto tra gli anni meno piovosi.

Non meno interessante sono gli indicatori di impatto dei cambiamenti climatici, contenuti nell’annuale Rapporto. Elaborato dall’Ispra in collaborazione con le Agenzie dell’Snpa, il Rapporto offre un quadro conoscitivo dei fenomeni potenzialmente connessi ai cambiamenti climatici in Italia. Ben 248 pagine elaborate dal gruppo di lavoro formato da 18 tecnici i quali, unitamente ad altre decine di esperti, hanno individuato un primo set di 20 indicatori nazionali e 30 casi pilota regionali riguardanti 13 settori vulnerabili. Tra questi le risorse idriche, il patrimonio culturale, l’agricoltura e produzione alimentare, e poi energia, pesca, salute, foreste ed altro ancora.

Gli indicatori sono una rappresentazione dei principali effetti dei cambiamenti climatici in atto sulle nostre risorse ambientali, sociali ed economiche in un’area definita ed in uno specifico periodo di tempo. Grazie ad essi è così possibile avere il “polso della situazione” e la fotografia di un determinato fenomeno che sarà conservata all’interno della memoria storica dei dati nazionali.

All’interno dell’Eco@tlante c’è anche la mappa interattiva sulla variazione della temperatura superficiale del mare. Anche qui, guidati dalle differenti colorazioni, possiamo vedere un incremento che interessa tutti i mari italiani, con alterazioni marcate nel mar Ligure, mar Adriatico e nell’alto Ionio e valori attenuati nel canale di Sicilia.

Se invece vogliamo conoscere i dati sulla presenza dal 2010 al 2020 dell’Ostreopsis ovata, la microalga proveniente dai mari tropicali che a causa dell’innalzamento delle temperature superficiali del mare ha iniziato a colonizzare anche le acque del Mediterraneo, basta guardarne i rilevamenti sulla mappa della nostra penisola: una serie di “puntini” colorati ne segnalano la maggiore o minore concentrazione.

Ma l’Eco@tlante è in continua evoluzione… una bella novità è data dalla nuova dashboard (in alto) sui cambiamenti climatici appositamente elaborata. Si tratta di una sorta di “cruscotto” dove sono raccolti “tutti insieme” i principali dati sulle emissioni climalteranti (cioè in grado di produrre alterazioni del clima), e dove si possono visualizzare grafici, mappe e trend sul bilancio di massa dei ghiacciai, le anomalie delle temperature medie e delle precipitazioni cumulate annuali, nonché le variazioni delle temperature e del livello del mare.

È quindi un’ulteriore “finestra aperta” sui dati ambientali, affinché argomenti quali i cambiamenti climatici entrino a far parte sia del “sentire” comune che della narrazione decisionale, elementi imprescindibili per sperare di fermare una catastrofe climatica che purtroppo ha già iniziato a mostrare i suoi terribili effetti dirompenti.

Adriana Angelini – Ispra