La serata di domenica 22 maggio 2022 per ricordare i 90 anni dell’apertura del Ricovero per gli anziani e l’inizio dell’attività apostolica delle Suore di Don Orione a Pontecurone è stata preparata dall’Associazione culturale “Il Paese di Don Orione APS”, in modo particolare dalla Prof.ssa Maria Luisa Ricotti e Claudia Nalin. All’evento svoltosi nell’Oratorio San Francesco hanno partecipato il parroco don Loris, il Sindaco Valentino D’Amico, la superiora provinciale sr M. Gemma Monceri e le suore delle vicine comunità.

Il racconto della storia del Ricovero, moderato da M.L. Ricotti, ha evidenziato l’influsso benefico dell’esempio del canonico don Michele Cattaneo, sensibile alle sofferenze dei poveri e loro benefattore. Don Orione ispirandosi al suo esempio desiderò sempre fare qualcosa per i poveri del suo Paese. Il Ricovero “Giuseppe Azzi” fu inaugurato il 4 novembre 1932. In quell’occasione don Orione disse: “Ha l’Italia le sue scuole, ha l’Ospedale – avrà anche il ricovero. (…) Iddio ascolta sempre la voce dei piccoli e dei vecchi. La preghiera per i Benefattori, per tutti i Benefattori, per la grandezza della Patria, e per la prosperità di Pontecurone”.

Di seguito sr M. Alicja Kedziora ha ricordato le prime suore che lavorarono per tanti anni nel ricovero: Suor M. Chiara Nicoletto e Suor M. ReparataIelapi e le loro attività all’interno della casa e nell’ambiente parrocchiale (Azione cattolica, catechesi) e sociale (laboratorio per le ragazze). Raffaele Floris ha letto una significativa lettera di don Orione, scritta appositamente alle “Buone vecchierelle mie compaesane” nella quale dimostra la paterna e materna tenerezza: “Quante volte io penso a voi, e vorrei sapervi contente e sempre in buona salute. Ma sempre sani non si può stare, specialmente quando si ha una certa età. –  Bisogna avere pazienza, e prendere tutto dalla mano di Dio. E le suore hanno cura di voi? Vi trattano bene? E tra voi andate d’accordo? – Vedete di sapervi compatire l’un l’altra, perché tutti abbiamo i nostri deboli, i nostri difetti. Io sono col mio spirito sempre in mezzo a voi, e prego per voi; e voi altre pregate per me e per i nostri benefattori, che Iddio li conservi e ricompensi largamente”.



La preghiera per i benefattori veniva sempre coltivata, perché questo tipo di struttura poteva andare avanti solamente grazie all’aiuto delle persone generose che in denaro o in natura fornivano quanto era necessario, come dimostrato da alcuni documenti letti da sr M. Anselma Scanu, inerenti gli aiuti forniti dal Municipio e dalla scuola, educando gli alunni alla sensibilità verso i poveri.

Subito dopo la Guerra, l’Opera di Don Orione si aprì all’accoglienza delle ragazze orfane o in difficoltà famigliari. Le Suore così unirono la cura delle persone anziane e malate con la promozione umana e spirituale delle ragazze povere. La ragazzina Aurora Valdo ha letto alcuni brani di un quaderno di un’orfanella, ospitata al Ricovero, che esprimono lo stile di vita di quel tempo. Claudia Nalin ha accompagnato l’esposizione delle relatrici e le letture con la proiezione di fotografie tratte dal suo archivio, che hanno evidenziato l’attività delle religiose e delle orfanelle, che partecipavano attivamente alle celebrazioni che si tenevano nel Paese, e il clima di cura della vita sacramentale, attraverso le prime comunioni, le cresime e il coinvolgimento delle madrine. Toccante è stata la lettura della lettera scritta da sr Chiara Nicoletto nel 1956, per rispondere alle obiezioni riguardo alle orfanelle che si pensava sistemare altrove: “Esse non disturbano ne detraggono dall’Opera per i vecchi, ma l’aiutano e la completano: è la vita che comincia e la vita che tramonta dando quasi un disegno completo dell’Opera di carità della Congregazione, dello spirito del Venerato Fondatore che tutti abbraccia nella sua immensa carità e sconfinata fiducia nella Divina Provvidenza”.

L’attività di carità continuò in questa modalità fino agli anni ’70 dopodiché sorse la nuova struttura “Casa di Riposo Don Orione” dove le Suore nel 1974 aprirono la comunità in collaborazione con i Figli della Divina Provvidenza, a favore delle persone anziane e malate.  Il momento di trasferimento è stato descritto da sr M. Teresa Vila, allora appena arrivata dall’Argentina e destinata a Pontecurone. In questa casa le suore lavorarono fino al 2014 e poi a causa della mancanza delle forze dovettero ritirarsi.

La serata di memoria del bene realizzato in semplicità e silenzio si è conclusa con la parola del parroco don Loris e della Superiora provinciale Maria Gemma Monceri, la quale ha ricevuto dall’Associazione il ricordo grato di quegli anni vissuti nel Paese natale del santo Fondatore.

Sr M. Alicja Kedziora