La bella stagione è finita, andiamo forse verso un lockdown dopo un’estate in cui, per tre mesi, sono state allestite numerose manifestazioni e dove tutti i più importanti centri della provincia di Alessandria hanno sfruttato il periodo organizzando ogni genere di evento e, in modo particolare, quelli legati alla valorizzazione del vino, soprattutto da parte dei competitor del vino Doc dei coli tortonesi cioé il Monferrato (alto e basso), la zona del Gavi e Ovada.

Un po’ dappertutto in provincia di Alessandria, sono stati organizzati da parte di vignaioli e produttori, eventi di promozione del vino che hanno riscosso un grandissimo successo, a Tortona e nel Tortonese, invece, ci risulta non sia stato allestito assolutamente nulla.

Certo, forse qualche evento fra di loro, i soliti “quattro gatti” che se la suonano e se la cantano, l’avranno sicuramente predisposto, qualche ritrovo tra poche persone e circoscritto ai soliti noti, ma nulla che riguardi la promozione del territorio ad ampio livello e soprattutto dei vini e dei prodotti locali: nulla, assolutamente nulla.



Perché?

Non conosciamo le vere ragioni di questa clamorosa assenza a livello provinciale, ma è evidente che nel Tortonese, a differenza di altre zone della provincia, manca qualcosa. E qualcosa di importante perché come si fa a non capire che la promozione dei vino e dei prodotti non si può fare solo davanti al mercato il sabato mattina, ma sono necessari interventi di maggior respiro e soprattutto una promozione molto più ampia e non solo circoscritta a poche persone guidate da “patron” che parlano sempre e soltanto di sé stessi e non del territorio che è fatto da tanti soggetti.

Esistono due associazioni a Tortona di promozione del vino ma non ricordiamo, da nessuna di loro, da tempo immemorabile, ormai, un comunicato giunto in redazione, in cui si cerchi di valorizzare il Timorasso o gli altri vini della zona.

E allora la domanda che si pone é: ma servono veramente queste associazioni?

E il progetto dell’ex carcere di Tortona che avrebbe dovuto diventare Enoteca regionale che fine ha fatto? Il Comune, al riguardo, ha fatto la sua parte e lo ha dato in gestione gratuita, ma la hanno fatta (o faranno) chi ne beneficia?

Domande che al momento non possono trovare risposta perché col virus che impera, eventi e manifestazioni non se ne potranno più allestire fino alla prossima estate.

La promozione di un prodotto, specie, d’inverno, però, non si fa solo con gli eventi ma anche in tante maniere e con una “pubblicità” dove costi/benefici è conveniente, cosa che però, anche questa, a quanto pare, non ci risulta sia stata predisposta.

Poi si parla un po’ dovunque di mancata promozione del territorio, ma se i soggetti preposti che potrebbero farla non si attivano, è inutile, alla fine piangere sul latte versato e su quello che poteva essere e non è stato.

La “colpa” non può essere additata al Comune che al limite può patrocinare eventi o, come ha fatto, mettere a disposizione locali e disponibilità ma se chi ne ha la possibilità non si attiva nelle dovute maniere, Tortona e i Tortonese rimarranno sempre relegati ad un ruolo marginale con l’economia in sofferenza.

E’ un peccato perché le potenzialità sono tante.

Chi scrive ha girato il mondo e ha visto territori con molto meno attrattive e potenzialità di quello Tortonese, prosperare in tanti settori perché i soggetti sono uniti e lavorano tutti insieme verso un comune obiettivo, territori dove non esiste questo assurdo campanilismo che c’è a Tortona e dintorni.

Angelo Bottiroli