Una bella sorpresa l’altra sera a Castelnuovo Scrivia: sei cicogne sono state avvistate sulla torre merlata del castello.

Fino all’epoca rinascimentale erano molte le coppie che sceglievano il territorio piemontese per costruire il nido e riprodursi, poi sono andate via via diminuendo fino a scomparire del tutto come nidificanti.   


Solo nei primi anni ’50 del Novecento sono stati avvistati nuovamente dei nidi in Piemonte, in provincia di Novara e Vercelli, ma non nell’Alessandrino. Abbiamo dovuto aspettare fino al 2010, quando, a Retorto, nel Comune di Predosa, una coppia ha nidificato su un traliccio della linea elettrica.

Dietro indicazioni dell’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino, l’ENEL aveva provveduto a mettere in sicurezza il traliccio in modo da evitare il rischio di folgorazione per gli individui adulti e per i quattro giovani nati.

Era stato davvero un evento sensazionale: i piccoli sono stati allevati con cure amorevoli dai genitori fino al momento della migrazione.

Una volta che i giovani sono pronti per il volo, migrano verso sud, in Africa, attraversando il Bosforo oppure lo stretto di Gibilterra. Non volano in mare aperto: un po’ per questioni legate all’alimentazione (si nutrono di piccoli vertebrati – anfibi, mammiferi, piccoli pesci), ma soprattutto perché sfruttando le correnti termiche ascensionali, volano con meno fatica.

Hanno un comportamento fedele verso il partner: l’anno successivo, nel nido di Retorto, è tornato uno dei due adulti, forse la femmina; ha atteso il suo compagno per un po’, ma, purtroppo, non è arrivato…    

I rischi maggiori per la specie sono legati ai problemi ambientali, come ad esempio, la grande siccità che colpisce il sud del Sahel dove svernano le cicogne, oppure i rischi di avvelenamento legati al forte inquinamento di alcuni centri abitati africani. Le cicogne tendono a nidificare e a vivere vicino all’uomo, e questo può costituire un forte pericolo per la loro incolumità.

In Piemonte i motivi della loro diminuzione sono invece da ricercarsi nella riduzione degli habitat a loro più favorevoli.

Se vi abbiamo incuriosito vi invitiamo a fare un giro a Castelnuovo Scrivia la prossima primavera, chissà che non abbiamo scelto la Torre del castello per costruire il nido al ritorno dall’Africa!

Sportello Infofiume – Parco del Po

Foto di Bruno De Faveri