Generalmente quando un negozio chiude i battenti per cessata attività com’è accaduto di recente in via Emilia nord, il proprietario ringrazia i clienti che si servivano da lui oppure, se erano pochi, non scriveva nulla; in questo caso però, gli ex gestori del negozio, che vendeva oggettistica anche usata, hanno deciso di chiudere con una bella lettera di commiato ai tortonesi.

Un messaggio piuttosto polemico che potete leggere sopra.


La notizia non è nuova e risale ad alcune settimane fa, ma abbiamo atteso soltanto adesso, prima di divulgarla, perché pensavamo che, passata la rabbia del momento e a mente fredda, gli autori del messaggio lo avrebbero rimosso, ma così non è stato.

Il messaggio è una critica verso i tortonesi che vanno a fare acquisti presso i centri commerciali, ma per quale motivo una persona dovrebbe spendere più soldi per fare acquisti nei negozi del centro, quando molti oggetti presso i centri commerciali costano di meno?

E il diritto di scelta?

Perfino Dio ha deciso di donare agli uomini il libero arbitrio: perché mai i consumatori dovrebbero ignoralo?

Noi crediamo che con l’è-commerce sempre più negozi saranno destinati a chiudere e che la presenza di esercizi aperti nel centro storico abbia soprattutto senso per quelle attività legate allo svago.

I centri storici cittadini fungono da teatro per manifestazioni, e sono sempre più i luoghi in cui vengono organizzate iniziative.

La gente li frequenta per andare a vedere queste iniziative e contemporaneamente si ferma a bere un caffé, mangiare qualcosa, o fare acquisti legati al momento di svago al quale partecipano.

Ecco perché, sempre a nostro avviso, il futuro del Commercio nel centro storico è legato solo a determinate e precise attività e soltanto loro potranno sperare di fare un incasso che possa garantire uno stipendio.

Naturalmente non potranno esserci soltanto bar gelaterie, ristoranti, paninoteche, tabaccherie, agenzie viaggi ed altro, ma forse anche negozi di particolari tipologie in grado di incentivare gli abitanti a passeggiare in centro nei momenti di svago.

Potrebbero essere  negozi legati all’aspetto ludico, di associazioni che organizzano manifestazioni o altro, ma pensare di far concorrenza ai grandi centri commerciali e ancora di più, al commercio online, con un negozio del centro storico che presenta – più o meno – gli stessi oggetti che in un centro commerciale, o ancora meglio, sul web, costano molto meno, ci sembra praticamente impossibile.