Don Angelo è stato vice parroco nella Cattedrale di Alessandria ove personalmente l’ho conosciuto come allievo del catechismo, ho apprezzato il suo mite carattere la dolcezza del suo sorriso … tante discussioni sulla fotografia

Don Angelo l’ho incontrato, or è qualche anno, proprio vicino al mosaico di Severini, in pieno centro della città: un ricordo indelebile, mai più immaginando fosse l’ultimo, con l’inseparabile macchinaa fotografica, a lui tanto cara, sempre pronto ad immortalare qualcosa di significativo.

È stato un uomo semplice, disposto ad ascoltare, sostenere qualche timido, paterno suggerimento a chi lo conosceva.

Ha insegnato catechismo a tanti fanciulli, sempre disposto a esemplificare i passi più difficili per i bambini, con esempi semplici i quali, a volte, strappavano qualche malizioso sorriso fanciullesco, un’ umiltà bonaria, mai banale soprattutto quando, in veste di parroco, ha avuto davvero importanti, seri problemi da fronteggiare.

La missione a cui è stato chiamato l’ha svolta serenamente per noi, imberbi allievi, ha dimostrato d’essere una guida serena, esortava ad affrontare le nostre piccole avversità, intransigente pretendeva la verità, non esitava a perdonare le nostre monelleria con il sorriso di cui mai è stato avaro, un valido motivo per essere entrato nel cuore di tutti, come riporta Alessandro Venticinque su: La Voce Alessandrina del 28.6.2018.

Il ricordo di chi scrive è mirato alla fotografia, una passione importante sulla quale tanto si è parlato; in particolare, nel commentare il risultato, si soffermava sui particolari riprodotti quali le varie specie botaniche di cui era profondo conoscitore, scoprendo alcune essenze rare, cresciute spontaneamente alle nostre latitudini.

I ricordi sono vivi, con il rimpianto di non aver intrapreso qualche viaggio in più a Mantovana.

                                                                                     Franco Montaldo