Una premessa: per “Tortonesi” non si intendono solo abitanti del Comune di Tortona ma quelli di un’area geografica molto più vasta che abbraccia diversi comuni e una popolazione molto più più numerosa dei 27 mila abitanti di Tortona. Questo lo facciamo presente perché da quando abbiamo iniziato questa rubrica molte persone “fanno a gara” per individuare chi sia l’abitante di Tortona protagonista della storia di turno.

Noi manteniamo l’anonimato però vi diciamo subito che ogni protagonista di questa rubrica potrebbe risiedere a Tortona o nella zona “Tortonese”. A noi, però, non interessa cosa ha fatto o cosa fa o dove abiti la persona in questione, noi raccontiamo episodi e storie avvenute veramente perché vogliamo mettere in risalto l’ipocrisia, le magagne, le falsità, le bugie, l’apparenza e tante altre cose che caratterizzano la nostra società.


Parliamo di “Tortonesi” perché chi scrive, vive in questa zona, ma sono convinto che sia così in quasi tutte le altre parti del mondo, perché questo – purtroppo – è l’animo umano.

Ci interessano gli episodi e quello che raccontiamo oggi mette in risalto quanto possa essere sbagliata l’apparenza.

Il protagonista della storia di oggi, per certi versi, mi ricorda – solo come modo di fare ovviamente –  il personaggio “Skinner” interpretato dall’attore Mitch Pileggi (nelle foto) della famosa serie di X-File di cui sono un grande appassionato.

Parliamo di un personaggio che non si riesce mai a capire veramente da che parte stia, se sia “buono” o “cattivo”. Un personaggio con una maschera che usa sapientemente.

Ma torniamo a noi, nella piccola realtà tortonese, per raccontarvi una storia che va avanti già da qualche anno.

Come noto Oggi Cronaca non pubblica gratis notizie di manifestazioni organizzate da chi fa pubblicità altrove e l’uomo in questione, che periodicamente organizza eventi nell’area tortonese, dopo aver inviato alla redazione alcuni comunicati stampa su eventi che organizzava in zona, non avendo visto pubblicato nulla ha chiesto lumi.

Gli abbiamo spiegato le motivazioni e il primo anno ci chiama per fare pubblicità.

Ci incontriamo e gli diciamo il preventivo delle nostre tariffe (benché pubbliche sul sito la gente ce le chiede sempre perché vuole sconti che non facciamo). Decidiamo di darci del “tu” e chiamarci per nome.

“No, guarda – dice lui – non è il caso di fare un banner per gli eventi, non vorrei creare attrito con altri giornali, poi mi chiedono la pubblicità anche gli altri e sarei in difficoltà. Ti pago come se facessimo il banner ma fammi solo tanti articoli promozionali.”

Sono onesto e gli faccio lo sconto 200 euro per diversi articoli.

Tre settimane  dopo la conclusione delle manifestazioni paga regolarmente anche se ho dovuto fare un paio di messaggi di sollecito.

Durante l’anno mi chiede se posso pubblicare alcuni articoli e io li pubblico gratis.

A gennaio Oggi Cronaca diventa a pagamento ma lui decide che spendere 1,5 euro al mese per sottoscrivere l’abbonamento mensile sono troppi, però mi manda articoli da pubblicare gratis. Gli rispondo via email dicendo che per leggere Oggi Cronaca  bisogna sottoscrivere l’abbonamento. Mi chiama alcune volte al cellulare ma io decido dio non rispondere fino a quando lui non sottoscriverà almeno l’abbonamento di un mese.

“Se ci tieni a leggere Oggi Cronaca- penso – e ritieni posa essere un buon giornale, dimostramelo e fai almeno un abbonamento mensile al prezzo di un cappuccino. E’ il minimo sindacale.”

Niente. Non fa l’abbonamento e io quell’anno non pubblicherò alcuna notizia degli eventi che organizza.

Oggi Cronaca si amplia e ritorna gratuito perché non è possibile fare una provincia gratis e l’altra a pagamento epr cui se vogliamo ingrandirci bisogna ritornare gratuiti.

Mi chiama al telefono:

“Fammi un preventivo” mi dice

“Senti visto che lo scorso anno hai fatto pubblicità dappertutto e persino sui giornali cartacei lo mettiamo un bel banner?”

“Assolutamente no, mi bastano gli articoli”

“Va bene, 250 euro più Iva, servizi a go go, martello prima e dopo tutti gli eventi e poi un articolo finale”

Stipuliamo il contratto, ma stavolta l’editore (che non sono io ma l’associazione Gutenberg) visti i precedenti chiede 50 euro di anticipo e il saldo al massimo una settimana terminati gli eventi.

Lo firma senza remore.

Ci vediamo ad uno dei tanti eventi che organizza.

Ovviamente porto la macchina fotografica: “Guarda che bella cosa – mi dice davanti ad una piccola folla di giovane donne gongolandosi tutto  – mi raccomando scrivilo, fai un bel servizio.”

Gli eventi che organizza sono validi e quello tra l’altro era davvero bello, quindi non scrivo in maniera distaccata e professionale senza lode e senza enfasi limitandomi alla nuda cronaca dell’evento corredandolo di fotografie solo perché ha pagato, ma scrivo articoli col cuore perché effettivamente gli avvenimenti meritano e sono davvero di qualità.

Finisce tutto e aspetto il pagamento delle 200 euro che non arrivano.

Mi chiede prima la fattura. La faccio e gliela spedisco. passa un mese, lo ricontatto, rimando la fattura, altre email, poi chiedo ad un collega ingaggiato anche lui dall’organizzatore di eventi se è stato pagato e lui mi risponde di sì “Subito certo.”

Insisto e dopo una serie interminabile di messaggi, telefonate con scuse ed email ricevo il pagamento dopo oltre due mesi dalla data di scadenza fissata nel contratto.

Che dire oltre?

250 euro sono una pezzentata per il servizio reso e per la grande visibilità ottenuta dall’organizzatore nel giornale più letto del Tortonese, ma la perdita di tempo che mi è costato per poterli avere è stata dispendiosa, per cui quest’anno se si rivolgerà ancora ad Oggi Cronaca probabilmente l’editore chiederà il pagamento anticipato e tariffe superiori, ma visti i precedenti non credo che lo farà.

Perché raccontare pubblicamente tutto questo? In maniera tra l’altro seria e poco ironica?

Per far capire ai nostri lettori come stanno realmente le cose, dove spesso le persone non sono come appaiono e non si finisce mai di conoscerle.

  Angelo