Diano Marina è la località turistica più rinomata e più importante della provincia di Imperia e una delle più importanti della Liguria, con un aumento costante di turisti. Lo scorso anno è stato del 5% e quest’anno potrebbe incrementarsi ulteriormente.

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Proprio in vista di questo costante incremento e alla luce del fatto che le tubature dell’acqua sono molto vecchie,commercianti, albergatori e operatori sono visibilmente preoccupati che possano verificarsi rotture durante la stagione estiva, lasciando senz’acqua e per molte ore, tutto il Golfo Dianese.

E’ già accaduto e potrebbe accadere ancora. Qualche collega ha parlato di “crisi idrica” ma in realtà l’acqua nel Golfo Dianese c’é: il problema sono le vecchie condutture che a causa di un sovraccarico di richiesta potrebbero rompersi.

E’ un problema non di poco conto che, in prospettiva futura, rischia di minare il grande successo turistico che sta riscuotendo Diano Marina.

Per questo motivo Confocommercio del Golfo Dianese ha convocato un summit tra sindaci e operatori che si è svolto oggi presso la sede di Viale Matteotti alla presenza di  Franca Weitzenmiller presidente di Confcommercio Golfo Dianese, Americo Pilati di Federalberghi, dei sindaci di Diano Marina, Giacono Chiappori, San Bartolomeo Valerio Urso e Cervo Gian paolo Giordano, oltre al rappresentante dei campeggiatori Marino Ramella e degli operatori degli stabilimenti balneari Fabio Viale.

Franca Weitzemiller è preoccupata: “Se, come è già accaduto, dovessero verificarsi rotture dell’acquedotto a Imperia che prevedono la temporanea sospensione dell’acqua potabile – dice Franca Weitzenmille – Diano Marina e il Golfo Dianese che vivono sul turismo potrebbero avere danni e non indifferenti in tutti settori. Non solo gli albergatori ma anche i bar, i parrucchieri e tanti altri. Se manca l’acqua è una cosa veramente incredibile L’acqua èp importantissima specialmente per noi che viviamo di turismo. Non possiamo mettere a rischio la nostra immagine per una mancanza della cosa primaria come l’acqua. Siamo preoccupatissimi quindi chiediamo che questa problematica venga risolta senza trovare scuse.”

La soluzione auspicata da tutti è quella di posare un nuovo tubo sull’ex sedime: un lavoro di circa un mese che costerebbe circa 1 milione di euro, ma a quanto pare i soldi non ci sono.