Con grande entusiasmo è stata accolta la notizia del superamento della fase di selezione nazionale del Concorso FAST  “I Giovani e le Scienze 2018” da parte del progetto “ Ossido di zinco – quando la chimica aiuta l’uomo e l’ambiente” presentato da Beatrice Maragliano, Rebecca Oliaro e Serena Torlasco frequentanti il corso per periti in Chimica, Materiali e Biotecnologiche dell’I.I.S. Marconi di Tortona.

Viene così confermata la successione di ottimi risultati conseguiti negli ultimi anni degli studenti del corso che hanno accettato di mettersi alla prova in competizioni nazionali: ricordiamo infatti Francesca Cioccariello e Matteo Poggio, vincitori nel 2015 dello stesso concorso Fast con il Progetto dal titolo “I farmaci: inquinanti ambientali emergenti” e Alexandru Dumitrascu che la primavera scorsa  risultò primo classificato in Piemonte nella selezione regionale dei Giochi della Chimica, conquistandosi la possibilità di accedere alla Selezione nazionale in rappresentanza della compagine Piemontese.


Dopo la severa valutazione della Giuria Fast, a Beatrice, Rebecca e Serena, che già sono inserite nell’albo delle eccellenze IO MERITO, spetta ora il compito di prepararsi ad affrontare la successiva fase che si svolgerà dal 24 al 26 marzo 2018 a Milano, in cui  una sessantina di studenti meritevoli delle scuole superiori d’Italia e una quindicina di ragazze e ragazzi provenienti dall’estero, si incontreranno, si confronteranno  su scienza-ricerca-innovazione-tecnologia e competeranno  per i riconoscimenti previsti, vale a dire per la partecipazione ai più prestigiosi eventi scientifici internazionali, quali  LIYSF-London International Youth Science Forum e  I-SWEEEP – Houston, Texas.

La competizione è veramente di alto livello, ma il progetto sviluppato dalle tre studentesse in collaborazione con il gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Chiara Bisio dell’Università del Piemonte Orientale e con la supervisione della Prof. Semino dell’I.I.S. Marconi non teme il confronto.  In esso viene infatti trattata una tematica di tragica attualità, vale a dire l’importanza di ideare e mettere a punto sistemi basati sull’ossido di zinco in grado di abbattere aggressivi chimici contenuti nei gas tossici, utilizzati ancora oggi nei conflitti  nonostante il divieto della vigente convenzione internazionale. Non è stato tralasciato neppure  l’aspetto della sostenibilità:  durante l’attività scientifica le studentesse  hanno infatti messo a punto  strategie di recupero dell’ossido di zinco, eseguendo prove anche da prodotti di scarto, quali pneumatici esausti.  Un esempio di come un materiale potenzialmente inquinante può trovare applicazioni addirittura di più alto profilo.

Appuntamento a Milano con le  giovani scienziate tortonesi Beatrice, Rebecca e Serena, alle quali non faremo mancare il nostro appassionato sostegno!