Sabato 16 dicembre alle ore 18.00 presso il Centro Comunale di Cultura di Valenza (piazza XXXI martiri, 1) inaugurerà la mostra 4 x 4: 4 artisti per 4 libri. Una mostra, ideata da Francesca Rusconi, pensata per riunire le due anime che abitano in Palazzo Valentino: la Biblioteca Civica e l’area espositiva. Letteratura e arte unite nelle opere di Ezio Campese, Loredana Boschiero, Stefania Magnani e Mario Fallini. Quattro artisti per quattro interpretazioni capaci di dare forma a un testo attraverso un personale percorso creativo. I risultati evidenziano soluzioni formali, concettuali e tecniche espressive differenti capaci di mettere in luce peculiarità e personalità artistiche specifiche. Le opere, collocate nelle quattro nicchie espositive, potranno essere lette come pagine di libri il cui contenuto è stato elaborato da un artista che, attraverso una lettura di secondo livello, ne ha fatto un’opera d’arte mediata attraverso il proprio io. Ezio Campese ha scelto il saggio “Denaro al muro” di Fabrizio Dentice, Loredana Boschiero darà forma alla storia di “Mr Gwyn” di Alessandro Baricco, Stefania Magnani ha lavorato su “Il signore delle mosche” di William Golding e infine Mario Fallini omaggia il “Don Chisciotte” di Miguel de Cervantes.

L’Assessore alla Cultura Costanza Zavanone così sintetizza il valore di questa iniziativa: “Tra il guardare e il vedere ci sono mille passaggi. Attraverso le immagini, i segni, le parole lette, gli sguardi colti mille sono le relazioni e le risposte possibili della mente. La Biblioteca è un luogo di imprevedibili viaggi”.

La mostra sarà visitabile dal 16 dicembre 2017 al 20 gennaio 2018.

Orari di apertura:

lunedì, martedì e giovedì: 9.00-12.30/14.30-18.00

mercoledì: 9.00-19.00

venerdì: 9.00-12.30

sabato: 9.00-12.00

Lo spazio espositivo resterà chiuso dal 25 al 30 dicembre 2017 e il 6 gennaio 2018

Info: tel .0131-949287 email: cultura@comune.valenza.al.it

Fb: Arte a Valenza

Ezio Campese è nato a Valenza AL. Nel 1964/67 frequenta la “Scuola di Design di Novara” (ora “Scuola Politecnica di Design” a Milano); ex dell’Armando Testa SpA (1968/69), è da sempre freelance grafico; dal 1965 mostre (PITTURA); è del 1967 il primo film sperimentale (16 mm.);

il primo spazio/ambiente è del 1969; è cofondatore (1973) di Valenzadesign, trio per la creazione di gioielli (Diamonds International Awards nel 1974); il 1984 è l’anno in cui realizza scene e costumi per il Teatro dell’Angolo per la rassegna Astiteatro; durante il 1985 tiene seminari e corsi sperimentali, per insegnanti e scuole, promossi dal Comune di Livorno in collaborazione con

l’Università di Torino; nel 2004 coprogetta lo stand della Provincia di Imperia per “GeNova04” Capitale Europea della Cultura, a Palazzo Ducale. Poi, altri videofilm, mailart, poesie.E, metavignette e molte altre cose. “A parte piccole collettive dal 1965, nel 1967 (18enne) ho iniziato a esporre partecipando al Premio Bolzano – con Plessi, Pozzati, Turcato e altri – e in mostre personali.

Loredana Boschiero nasce a Venezia città dove frequenta prima il Liceo Artistico e poi l’Accademia di Belle Arti. Negli anni ’70 vive un’intensa stagione creativa caratterizzata dalla partecipazione a numerose esposizioni a da importanti frequentazioni artistiche. Dal 1984 vive a Valenza città dove inizia a disegnare e modellare gioielli, attività che porta avanti con passione da oltre trent’anni.

I suoi lavori sono caratterizzati dalla presenza di piccole figure che raccontano con grande forza espressiva l’uomo con la sua storia, con i suoi equilibri e squilibri, con le sue disillusioni e le sue speranze. Le modellazioni plastiche che l’artista propone sono suggestive ed emozionanti installazioni capaci di portare l’attenzione del fruitore verso un’osservazione più intimistica e profonda. Nelle micro-sculture associa alla cera altri materiali come il legno delle radici, l’alluminio e il bronzo.

Stefania Magnani nasce a Valenza. A Torino frequenta l’Accademia di Belle Arti dove si diploma nella sezione pittura. La sua opera, carica di tensione espressiva ed emotiva, è dominata dalla presenza del corpo. Sono spesso donne e uomini che dialogano attraverso una fisicità dirompente e concettuale, dove il paradosso è al centro del binomio carnalità – significato.  La scena si concentra su situazioni e figure che hanno una dimensione teatrale e una carica cromatica espressionista. Talvolta le inquadrature insolite accentuano particolari fisici e anatomici creando un effetto straniante. Colori, inquadrature e tagli compositivi sono funzionali a rimarcare la potenza del corpo nella sua drammaticità terrena. Negli ultimi tempi le sue ricerche si sono indirizzate anche verso la lavorazione di materiali quali il gasbeton e l’argilla. Ancora una volta è il corpo con le sue potenzialità espressive e materiche a interessare la sua ricerca.

Mario Fallini nasce ad Alessandria. Nella sua multiforme produzione impiega differenti tecniche esecutive e materiali che adatta di volta in volta al soggetto e al tema dell’opera. Nella sua ricerca, importante è il rapporto che si crea tra la parola e l’immagine che si concretizza, dal 1989, nella realizzazione di calligrammi e di riscritture di opere letterarie. Molteplici sono anche i suoi riferimenti culturali e interdisciplinari (iconologia, mnemotecnica, critica warburghiana) che contribuiscono a creare opere di straordinaria raffinatezza intellettuale. Anche l’ironia, il gioco surrealista, l’analogia, la metafora sono parte significativa del concettismo dei suoi interventi. La sua produzione è legata anche all’architettura e al design attraverso la realizzazione di oggetti-opere in cui si fondono ideazione artistica e specifica tecnica esecutiva. Negli ultimi anni il suo impegno si sta rivolgendo alla realizzazione in dimensioni reali del Teatro della Memoria sulla base di quanto teorizzato dall’erudito Giulio Camillo ne L’Idea del Theatro (1550) come edificio ligneo in cui archiviare tutto lo scibile umano.