Nel giorno in cui tutti i mass media locali hanno dato risalto alla visita del premier Paolo Gentiloni a Volpedo, noi, giornale tortonese più letto in assoluto con oltre 250 mila visite al mese, tiriamo fuori gli attributi e con grande coraggio abbiamo deciso, non soltanto di non scrivere neppure una riga, né pubblicare un’immagine su quanto accaduto a Volpedo, ma di andare controcorrente e di far sentire la voce della gente.

Un voce che è molto distante da quella dei politici e di alcuni amministratori locali che fanno da codazzo ad eventi del genere, anche se – crediamo – fossero parecchi i sindaci che avrebbero voluto esporre al premier i loro problemi e non hanno potuto farlo per la brevità della visita.

Ebbene lo facciamo noi ribadendo che purtroppo, oggi, l’Italia, non è quella che appare in certe occasioni e non si può promettere di investire nel sistema dei piccoli comuni –  come ha detto il premier – puntando sulla modernità e sull’innovazione portando la banda larga ovunque, se i comuni vengono lasciati senza risorse, spogliati dalla voracità del sistema centrale, succubi di ciò che decide la Prefettura e gli Organi superiori.

Comuni costretti ad accettare una moltitudine di migranti che sballano il tessuto economico, contribuiscono alla crescita della delinquenza e creano problemi.

Stranieri a frotte, disoccupati senza lavoro, ma aiutati dalla Stato con sussidi di ogni genere: buono bebé, buon gas, sanità gratuita e tante altre agevolazioni a discapito di chi lavora che viene vessato da tasse e balzelli.

Un’Italia di mantenuti dove quei pochi “fortunati” che lavorano fanno vivere la moltitudine di disoccupati, stranieri, migranti e profughi che pagano migliaia di euro per salire su un gommone e dopo poche miglia essere raccolti, poveri e sfiniti, dalle navi delle Ong che li traghettano sulle nostre terre.

Stranieri che una volta sbarcati  vengono presi in custodia e mantenuti dallo Stato e dalle cooperative, con 2 euro e mezzo al giorno per i loro “vizi” mentre i nostri giovani plurilaureati sono costretti a lavorare per il buono pasto o nella migliore delle ipotesi per 800 euro al mese senza prospettive per il futuro.

Così, quei poveri  giovani italiani illusi che non hanno santi in  paradiso, non sono amici degli amici e credono ancora nella meritocrazia,  sono costretti ad emigrare all’estero, alla ricerca di un lavoro e di speranze che qui, evidentemente, non trovano.

Questa è la triste realtà in cui vive l’Italia.

Ecco perché – a differenza di tanti altri – abbiamo deciso di non fare da codazzo e di non andare a Volpedo per riportare  il verbo di Gentiloni.

No, caro Premier, se l’Italia oggi, da quinta potenza mondiale di qualche anno fa è finita nello stato in cui si trova, la colpa è soprattutto dei politici, di TUTTI i politici, di oggi e di ieri, e di chi finora li ha sostenuti.

E allora noi ci sfiliamo, non vogliamo continuare ad essere complici di questo sfascio e a nostro modo, in sordina, diciamo “basta” prendendo le distanze da un mondo che ci appartiene sempre di meno.

Lo facciamo schierandoci –  come sempre – dalla parte dei cittadini, di quelli costretti a rimanere in silenzio perché non hanno voce in capitolo in quanto succubi di leggi e balzelli che li hanno ridotti in miseria.

Una miseria finanziaria e culturale che non si può risolvere con parole e promesse, ma con i fatti che, purtroppo, siamo quasi certi, non arriveranno mai.

Angelo Bottiroli – Direttore di Oggi Cronaca

 

 

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