Pubblichiamo di seguito la lettera giunta in redazione da un lettore che racconta cosa gli è successo nei giorni scorsi. Uno spaccato di una realtà, purtroppo attuale in ogni sua sfaccettatura.

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Una stazione da incubo: benvenuti a Tortona di notte!

Di ritorno da un viaggio da incubo da Rimini di 7 ore, grazie al ritardo di oltre un’ora dello splendido Intercity, sono saltate tutte le coincidenze, lasciando la sola possibilità dell’ultimo treno da Milano delle 23:25, che arriva a Tortona alle 00:33.

Mercoledì era giorno di mercato, dunque unico parcheggio, il Delle Piane, dall’altro lato della stazione. Scendendo dal treno, scopriamo che il sottopassaggio per il parcheggio è chiuso.

La stazione di Tortona non è presidiata da alcuno. È come il deserto, dove le uniche presenze possono essere degli sbandati.

La distanza per raggiungere il Delle Piane senza sottopassaggio è di 1,6 km, una passeggiata poco piacevole di notte, sotto pioggia battente e con bagagli.

Inutile telefonare ai vigili urbani, perché risponde un messaggio che invita a rimanere in attesa.

Dopo svariati minuti ho rinunciato. Abbiamo provato a chiamare i carabinieri, i quali hanno detto di non poter far nulla, ma da cui ho saputo che il cancello viene chiuso da una guardia giurata.

Deciso a provare a chiamare tutte le guardie giurate di Tortona, ho avuto la fortuna di trovare al primo colpo la Sicur2000, che, molto gentilmente, ha inviato una guardia ad aprire il sottopassaggio ed ho così potuto recuperare la macchina e le chiavi di casa.

Rimane la riflessione di quanto sconsiderati siano i provvedimenti di chi dispone la chiusura del sottopassaggio in orario scollegato da quello di Trenitalia. Logica vorrebbe infatti che il sottopassaggio venisse chiuso solo dopo l’arrivo dell’ultimo treno della sera.

Piero Mattirolo