È interessante osservare la figura del barcaiolo un mestiere antico, nato con l’uomo, consolidato nel corso del tempo Ora dimenticato

La nostra Alessandria è al centro di due fiumi; proprio per questa ragione è curioso parlare di un personaggio attribuito a più individui, per così dire, marchiati da una caratteristica unica. La sua figura professionale è scomparsa negli anni ’50, ancora è viva nelle mente di chi è un poco più avanti con l’età, quando era possibile dissetarsi con l’acqua delle numerose sorgenti sul greto …/ Il mestier del barcaiolo è da tempo dimenticato./ Se non era accanto al paiolo/ a respirar l’aria cocente/ del catrame infocato/ sopra il fornello rovente,/ era con il trasportato/ nella barca, al remo,/ fra la nebbia o al ciel sereno. I traghettatori vivevano nelle loro case sulla sponda dei fiumi … Abitava nei pressi della sponda,/ lontano dal centro cittadino,/ ognor temeva per l’onda/ del fiume, tante volte, birichino… non necessariamente del Tanaro e/o del Bormida. … N’è il nome del corso fluviale,/ ma dall’Alpi, al Lazio, alla Sicilia,/ il traghettator è sempre uguale:/ un lavoro per tutta la famiglia!…. una professione senza differenze nel mondo, un’esperienza vissuta con i propri cari poiché per lavoro .. varcava la linea di confine,/ per spostar persone, … masserizie,/.. attraccava alla bitta sulla riva vicina,/ tenuto d’occhio dalle milizie… giorno e notte a contatto con la sponda, in ansia quando il cielo piangeva più del solito, viveva un po’ discosto dalla case abitate, in terra di confine, sui fiumi quale riferimento imposto dalla geografia per la linea di demarcazione degli Stati.


Il loro strumento di lavoro era la barca a fondo piatto, attraccata accanto alla casa; i più fortunati ne possedevano due. Una più agile: il burchiello, dalle nostre parti si dice el burcè; un’altra più robusta, di dimensioni maggiori detta il barcone, el barcon, come si dice da noi, costruito per trasportare bestiame, carri, ecc..

Le calde giornate d’estate erano l’occasione per revisionare i ferri del mestiere, le imbarcazioni si collocavano capovolte lungo l’alveo per visionare il fondo, rimpiazzare qualche doga, sostituire quel chiodo corroso dalla ruggine, spalmare sul fondo il catrame sciolto su un rovente fornello, sotto un sole infuocato, respirando quella cocente brezza incanalata sopra la corrente quando, a poca distanza, altri si rinfrescavano con il tonificante bagno stagionale.

L’appezzamento di terreno, facilmente irrigabile in quanto poco discosto dal fiume, aiutava a sbarcare il lunario, alla stregua di qualche pesce caduto nella rete, oppure catturato con l’amo per cui qualcosa da mettere sotto i denti, mai mancava: ..Il compenso meritato,/ di tanto in tanto accompagnato/ dal bicchier di buon vino,/ nell’altro attracco, ben gustato/ con il cliente sopraffino.

Dunque, nonostante gli imprevisti, era un mondo ravvivato dal racconto dei trasportati, quasi sempre dall’altra parte c’era il meritato compenso per il servizio, accompagnato dall’immancabile bicchiere di quello buono.    

Franco Montaldo