Mentre gli anni scorsi la metà di Settembre coincideva con l’inizio della vendemmia, ora siamo nel pieno del lavoro. Le condizioni climatiche di questa estate, caratterizzata soprattutto da una generale siccità, ne hanno infatti comportato un netto anticipo. La stagione vitivinicola si preannuncia di minore quantità rispetto al passato, stimabile in circa -15% con variazioni a seconda delle zone, ma con una qualità che potrebbe essere anche superiore al solito.

“Quest’anno la vendemmia è iniziata a fine agosto, quindi con un anticipo di circa due settimane – ha confermato Fulvio Gajaudo, dell’omonima azienda di Isolabona – Solitamente prendeva infatti il via non prima del 10/15 Settembre. Le cause sono riconducibili principalmente al clima con le poche precipitazioni cadute negli ultimi mesi. La produzione sarà quindi leggermente inferiore rispetto al passato, ma prevediamo comunque un’alta qualità. Le somme si tireranno poi alla fine, la qualità si vedrà infatti dalla botte quando il vino avrà terminato di fermentare, ma i presupposti sono più che buoni”.


Quanto accaduto pone una riflessione sui possibili investimenti che possano aiutare le imprese ad affrontare le problematiche. Primi tra tutti quelli legati ai sistemi automatici di irrigazione. Non sempre però questo è fattibile.

“Condizioni come quelle riscontrate quest’estate evidenziano l’importanza di investimenti nelle vigne, anche se questo non è sempre possibile – spiega Fulvio Gajaudo – Le irrigazioni di soccorso, con cui vengono attrezzate le vigne moderne, non sono infatti facili da installare in quelle vecchie che sorgono in zone dove questi interventi sono meno attuabili”.

Una nota positiva riguarda la cultura del vino, che sta registrando una continua crescita. “Lo testimoniano anche i tanti giovani che si stanno avvicinando, frequentando corsi e cercando di capire le caratteristiche del territorio e dei prodotti – conferma – Questo è importante perché sta parallelamente aumentando la ricerca dei prodotti di qualità”.

Il vino è quindi sempre più legato alla cultura ed alla tradizione del territorio. Valori e potenzialità che possono rappresentare una chiave di successo anche in termini di valorizzazione dell’entroterra e quindi di turismo. “La Confartigianato da sempre crede molto nella valorizzazione dei prodotti tipici locali, e tra questi è ovviamente compreso il vino – ha detto Giulio Gajaudo, presidente della Confartigianato per la zona del ventimigliese – Anche attraverso la partecipazione a fiere ed eventi è stato più volte promosso il territorio ed i suoi prodotti, per esempio il Rossese di Dolceacqua. In questa maniera si riesce a creare una sinergia vincente tra terra e mare, per portare i turisti a conoscere e ad apprezzare non solo il litorale e le spiagge, ma anche le bellezze del nostro entroterra”.