Dopo il nostro articolo sulla maleducazione dei migranti, e alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno riguardato la Città di Tortona, il Sindaco Gianluca Bardone e il Vice Sindaco Marcella Graziano hanno scritto al Prefetto di Alessandria per sensibilizzarlo sulla situazione cittadina relativa ai migranti che ormai ha raggiunto il limite.

Nella missiva Sindaco e Vice Sindaco hanno evidenziato il supporto che la Città non ha mai fatto mancare nel settore della sicurezza e gli sforzi profusi dalla Polizia Municipale su problematiche locali quali la  lotta all’accattonaggio e ai parcheggiatori abusivi, fenomeni presenti e lamentati con grande allarme dai cittadini attraverso ogni canale di comunicazione.


L’ordinanza adottata a maggio sulla vivibilità urbana e sul decoro ha determinato l’applicazione da parte dei nostri vigili di numerose sanzioni e la conseguente segnalazione alla Prefettura delle persone multate, la maggior parte delle quali risultano richiedenti asilo.

Il Sindaco Gianluca Bardone e il  Vice Sindaco Marcella Graziano lamentano però come, nonostante alcuni soggetti arrivino a reiterare il proprio comportamento, nessun provvedimento venga preso dalle Autorità competenti nei loro confronti.

L’inevitabile conseguenza  è che dopo un congruo periodo di applicazione si debba dare atto che nonostante lo sforzo profuso dalla nostra Polizia Municipale non si sono prodotti gli effetti desiderati e il fenomeno dell’accattonaggio purtroppo permane e, di contro, la capacità di sopportazione dei cittadini è sempre più messa a dura prova.

La scarsa collaborazione nei progetti di volontariato costruiti per facilitare l’accoglienza contribuisce, inoltre, a non dare un’immagine positiva del fenomeno di immigrazione.

«Per queste motivazioni – scrivono il Sindaco e il Vice Sindaco al Prefetto –  chiediamo con fermezza di non dare corso ad ulteriori progetti di accoglienza dei migranti nella nostra città che, già ad oggi, vede di gran lunga ottemperato il criterio del 2,5 migranti per 1000 abitanti, previsto dall’accordo tra l’ANCI ed il Ministero dell’Interno. In caso contrario, ci vedremo costretti a perseguire ogni percorso, anche di carattere legale, disponibile per poter scongiurare il senso di insicurezza e di diffidenza verso gli immigrati che sta sempre più radicandosi nei nostri cittadini».