In data odierna abbiamo ricevuto dal “gruppo Telecity” comprendente le aziende:

[wp_bannerize_pro orderby="random" categories="322"]

TELECITY SPA, CITY RADIO-TV SRL, RADIO 5 SOLO MUSICA ITALIANA SRL, ITALIA 8 SRL  e TELESTAR SRL

La procedura di Licenziamento Collettivo agli artt. 24 e 4 L. n. 223/91 .

Tale procedura riguarda la dichiarazione di esubero per 69 lavoratori dei 116 complessivamente occupati nel gruppo. Parliamo del 60% del personale ! ! !

La  provincia di Alessandria  (quindi la redazione di Alessandria e il sito di Castelletto d’Orba) subirà nelle intenzioni aziendali un taglio di 17 unità: 10 a Castelletto d’Orba e 7 ad Alessandria. Il piano prevede inoltre la chiusura delle sedi di Torino e Genova ed un taglio importante all’occupazione sul sito di Assago (MI).

Tutto ciò, estrapoliamo dal documento inviatoci, per consentire all’azienda di ricoprire, nel prossimo futuro, un ruolo preminente nel panorama delle TV minori.

Consentiteci di essere scettici. Dopo avere reiterato per anni la richiesta di un piano industriale di rilancio dell’azienda senza mai trovar risposta, dopo aver trascorso più di quattro anni in coma farmacologico (grazie al ricorso agli ammortizzatori sociali), oggi si propina un licenziamento del 60% del personale come trampolino di lancio per il futuro dell’azienda.

Far passare come panacea di tutti i mali un licenziamento massivo di personale è una tecnica illusoria utilizzata troppe volte dalle nostre controparti per convincere l’opinione pubblica che riducendo i costi si possa salvare l’azienda. La crisi al contrario ci ha dimostrato nei fatti che se riduco, lavoro di meno e muoio. Senza investimenti importanti e mirati, disperdendo competenze, non posso fare altro che condannare l’intero complesso aziendale. Purtroppo nel caso Telecity manca visione manageriale e soprattutto ci si è crogiolati per troppo tempo nella certezza del contributo pubblico all’editoria.

Ci chiediamo inoltre, vista la situazione di criticità economica che ha portato a non pagare la 13^mensilità 2016 e retribuire solo un acconto della mensilità di Gennaio 2017, come l’azienda possa far fronte alla massa salariale determinata da tutti i TFR dei lavoratori che verranno licenziati.

Purtroppo dopo avere passato anni a mettere in guardia l’azienda sul proprio futuro dobbiamo amaramente constatare che i nostri sforzi sono purtroppo stati vani e questo è lo squallido risultato.

Per SLC CGIL Marco Sali