L’ex sindaco di Diano Marina ed ex senatore Andrea Guglieri, oggi presidente del Comitato per la Legalità, è senza parole per come le Ferrovie, la Regione Liguria e tutti gli altri soggetti interessati abbiano realizzato la nuova stazione ferroviaria di Diano ed è fortemente preoccupato per l’afflusso turistico estivo.

“La mancanza dei più elementari servizi nella nuova stazione unita alla carenza di collegamenti con il centro di Diano e le altre città del Golfo – dice Guglieri – è preoccupante. E’ inconcepibile che un luogo turistico così importante come il nostro che raccoglie un milione di turisti all’anno venga lasciato in questa maniera. Sono molto preoccupato per le possibili ripercussioni turistiche perché è impensabile che le persone che scendono alla stazione di Diano non trovino nulla, né servizi all’interno della stazione né collegamenti.”


Guglieri spera si possa intervenire al più presto per evitare una contrazione del flusso turistico nel Golfo Dianese che nell’ultimo anno ha registrato una forte crescita: “Sarà importante rilevare gli arrivi e partenze da confrontare con quella degli anni passati – aggiunge l’ex sindaco – per verificare da subito il danno per il turismo del golfo e cercare di intervenire prima che sia troppo tardi.”

Guglieri in qualità di presidente del Comitato per la legalità ha fatto un sopralluogo alla nuova stazione ed è rimasto allibito nel vedere la totale desertificazione.

“Non era certo così che era stata pensata la stazione a monte dell’abitato – commenta allibito –   quando a metà degli anni novanta l’amministrazione in carica di Diano Marina decideva in accordo con l’amministrazione di Imperia lo spostamento a monte (nell’attuale sede) dell’asse ferroviario per il Golfo dianese basato su due presupposti: lo sviluppo edilizio del dianese nei decenni successivi si sarebbe postato a monte e quindi il tracciato ferroviario non doveva più creare problemi alla viabilità cittadina e aspetto forse prioritario, il fatto che era in corso una trattativa tra l’Ifil  (finanziaria della famiglia Agnelli) e i comuni del golfo (in primis il comune di Diano Castello), per acquistare  la caserma Camandone per poi trasformarla in parco di divertimento a tema. Il tutto con il benestare del Ministero della difesa”.

In prima istanza infatti la stazione avrebbe dovuto sorgere più a valle, nei pressi del Bowling ma è stata spostata proprio in revisione dello sviluppo urbanistico e del futuro parco divertimenti.

A Diano Marina, insomma si voleva realizzare quella Mirabilandia poi costruita in Emilia Romagna. Un parco divertimenti che avrebbe richiamato milioni di persone ogni anno con indubbi benefici per l’economia locale. Secondo il gruppo finanziario della Fiat, infatti, avere una stazione ferroviaria vicina al parco tematico che poteva soddisfare un flusso turistico stimato in alcuni milioni di visitatori all’anno, rappresentava una grande opportunità.

Poi purtroppo i progetti, anche a causa della caduta del Governo, sono rimasti lettera morta, ma nel frattempo la decisione di costruire la ferrovia lì a monte non è stata più cambiata e i lavori per il realizzo del raddoppio ferroviario, seppure con i soliti ritardi e intoppi, iniziarono poco tempo dopo.

“A questo punto –   aggiunge Mimmo Bisso, altro membro del Comitato per la Legalità – l’imperativo progettuale era quello di assicurare la viabilità di accesso alla stazione, ma i risultasti sono sotto gli occhi di tutti.”

“Oggi – conclude Guglieri – dobbiamo trarre delle conclusioni: il raddoppio del tratto Andora- Diano senza la realizzazione del tratto Andora- Finale,  che vedremo probabilmente tra molti anni, è del tutto irrilevante per velocizzare il tempo di percorrenza per turisti piemontesi e lombardi. La viabilità di accesso è difficilmente praticabile. Ultimo handicap e  non per importanza il fatto che il Golfo dianese rappresenta il bacino turistico più importante del Ponente e uno dei maggiori in tutta la Liguria e l’avere declassato la stazione in semplice ‘fermata’ priva dei più elementari servizi interni (biglietteria, informazioni, ristoro, igiene e altro) è paradossale”.