La pellicola dall’omonimo titolo è da tempo presentata nelle sale cinematografiche ove si racconta la vicenda dell’aereo atterrato sul greto di un fiume per un guasto.

Interpretato da un eccellente Clint Eastwood, spiccano con altrettanta maestria, ciascuno per la loro parte, gli attori Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney


Il film, proiettato nelle sale cinematografiche in questi giorni, riprende un evento accaduto il 15 dicembre dell’anno 2009, negli Stati Uniti.

L’aereo, da poco innalzato da terra con 155 passeggeri a bordo, incontra uno stormo di volatili sulla rotta, destinati ad essere risucchiati da entrambi i potenti motori i quali subiscono danni irreparabili.

Il capitano Sullenberger, affettuosamente conosciuto da familiari, amici come Sully, è il comandante dell’aero, un uomo prossimo alla pensione, con parecchi anni di esperienza come pilota.

Proprio da quest’esperienza sgorga, in un primo momento, l’idea di atterrare sulla pista dell’aeroporto più vicino, senonché il mezzo perde quota continuamente, rischia di colpire le abitazioni sul percorso, pertanto decide di planare sul greto fiume poco distante, pur conoscendo gli enormi rischi dell’azzardata manovra. E, così si comporta.

L’impresa è subito elogiata dai mass media, dalle 155 persone imbarcate: tutte salve! … Ma? Ma le indagini proseguono, sono stati disturbati attori per interpretare quei tragici momenti, seppur professionalmente bravi interpreti, hanno ripetuto la parte parecchie volte al simulatore, prima di essere presentate al pubblico severo dei giudici, dei tecnici, hanno messo in difficoltà il Pilota, il suo vice parecchie volte, senza considerare quanto il simulatore di volo sia virtuale; seppur magicamente perfetto, non può concentrare, in pochi secondi, i terribili attimi d’una decisione importante, assunta in un frangente drammatico, pochi secondi per salvare i passeggeri, l’equipaggio, le eventuali persone civili, ignare dell’accaduto.

Il comportamento del capitano è stato corretto fino in fondo, lo si vede quando la coda scivola lentamente nell’acqua, egli teme ancora la presenza di qualche individuo, ritorna indietro sollecitato dai colleghi ad uscire, per ultimo torna in cabina, prende la giacca, per scendere dal velivolo con l’incertezza di aver, o meno, dimenticato qualcuno. La serenità gli giunge quando i soccorritori hanno contato 155 persone in salvo, posate sulla terra ferma.

                                                                                                  Franco Montaldo