“Via i negri”. La scritta, con una serie di firme tutt’attorno capeggia in piazza Leardi, nel cuore di Tortona, vicino al teatro Civico e nell’ex edificio che un tempo ospitava la caserma dei carabinieri. E’ comparsa in questi giorni proprio mentre la città è tappezzata dal messaggio di pace  “Lasciati abbracciare”  in segno di accoglienza verso i popoli e tutti coloro che in questi giorni stanno arrivando in città in occasione di “Perosi 60” la manifestazione che sta trasformando Tortona in “Città della Musica”.

Oggi Cronaca è sempre stato piuttosto critico verso l’afflusso spropositato di profughi e immigrati che sta interessando il nostro Paese da qualche tempo ed ha sempre riportato le preoccupazioni dei tortonesi verso una situazione che potrebbe diventare incontrollabile, ma un conto è il sacrosanto diritto di preoccuparsi per quello che succede, di voler conoscere il numero degli stranieri che arrivano a Tortona e nella zona, di preoccuparsi di quello che potrebbe essere il loro e il nostro futuro e delle disparità con cui vengono trattati stranieri e italiani, dove i primi hanno vitto e alloggio pagato grazie ai fondi europei e due euro in tasca al giorno per i loro “vizi” mentre i secondi (gli italiani) sono vessati dalle tasse e spesso costretti a sbarcare il lunario senza aiuti e come possono, un altro è “prendersela” con gli immigrati.


Perché, diciamo la verità; non è certo colpa loro se sono qui in Italia, ma di chi ha attuato questa politica dell’immigrazione fatta a vantaggio di pochi che “ingrassano” con questo traffico di esseri umani.

Probabilmente anche molti italiani scapperebbero subito all’estero, se sapessero di avere vitto e alloggio gratis e la speranza di una vita migliore di quella che hanno nel loro Paese, e credo che tanti di noi, vessati dalla guerra o dalla miseria, se fossero immigrati, farebbero la stessa cosa.

Per questo motivo riteniamo sbagliato prendersela con i “negri” che vivono a Tortona e specie con i profughi, che effettivamente non hanno mai creato problemi di ordine pubblico.

Forse a qualcuno può dare fastidio vedere tanti giovani stranieri in età lavorativa che bighellonano sorridenti e pieni di allegria lungo le strade di Tortona e spesso si riuniscono con il loro smartphone in piazza Arzano dove possono usufruire della connessione gratuita ad internet, e nel contempo vedere i nostri figli tristi e disoccupati, che non trovano lavoro e sono costretti ad abbandonare il loro Paese per andarlo a cercare all’estero.

Obiettivamente, però, non è colpa di questi giovani stranieri se noi (lo Stato) gli consentiamo di fare questa (bella) vita che fa a pugni con quella dei giovani italiani.

Per tutti questi motivi condanniamo le scritte razziste apparse a Tortona.

Se si vuole ingaggiare una battaglia contro questa situazione di M. il bersaglio non sono i giovani stranieri.

Angelo Bottiroli