Anche in provincia abbiamo registrato, recentemente, un tentativo di truffa realizzato utilizzando, come si leggerà oltre, il nome della rivista “Il Carabiniere”.

 

Nel nostro caso ci sono stati diversi contatti telefonici, tanta insistenza: l’obiettivo era la restituzione di più di 1000 Euro, dovuti, secondo l’assillante ed ignoto interlocutore, per arretrati non corrisposti per l’abbonamento alla rivista “Il Carabiniere”.


La vittima, che non aveva mai sottoscritto alcun abbonamento, ha – per fortuna – chiesto le informazioni necessarie alla Stazione Carabinieri di Sanremo che, ovviamente, ha rilevato l’esistenza di una truffa in atto. Il responsabile della vicenda, pertanto, è stato segnalato all’Autorità giudiziaria.

 

Cogliamo l’occasione per rinnovare alcuni suggerimenti, necessari per difendersi da quei soggetti che, abusando della fiducia che i cittadini nutrono nei confronti dell’Arma dei Carabinieri, personalmente, via telefono o anche via e-mail, chiedono alle persone somme di denaro quale prezzo di un abbonamento per una rivista o una pubblicazione, costo di un calendario o, ancor peggio, chiedono di verificare la presenza di denaro o altri valori in possesso per accertamenti.

Occorre prestare molta attenzione. Le vittime, in molti casi persone anziane, sono avvicinate da una persona (prevalentemente di sesso maschile), distinta ed educata che si qualifica come Carabiniere e chiede di vedere soldi conservati in casa allo scopo di verificarne l’eventuale falsità o contraffazione: ottenuto il denaro, il soggetto si allontana.

Nei casi registrati su tutto il territorio nazionale l’elemento comune, per quanto ciò possa sembrar banale,  è stato l’essere riusciti a carpire la fiducia delle vittime; occorre ricordare che i soggetti dediti a questo tipo di reati lo fanno “di mestiere”: non bisogna stupirsi per la loro “bravura”, se così la vogliamo chiamare.

E’ importante ricordare alcune cose: innanzitutto nessun Carabiniere verrà mai in borghese a chiedere di vedere soldi perché “sospetta che siano falsi” o chiederà di farsi mostrare preziosi o oggetti di valore, né vi contatterà mai per proporvi abbonamenti a riviste di qualsiasi genere; e i Carabinieri, talvolta, lavorano sì in borghese, ma in caso di accesso ad abitazioni sono accompagnati da altri militari in uniforme e con i veicoli con i colori dell’Arma ed i lampeggianti. Diffidate pertanto di chiunque si presenti alla vostra abitazione, anche se esibisce un decreto di perquisizione o sequestro, e non è accompagnato da personale in uniforme. Nel caso vi suggeriamo di contattare immediatamente il 112 o la Stazione Carabinieri del posto, in modo da avere una conferma immediata di eventuali attività in corso: vedrete che l’individuo cercherà di indurvi a non farlo o si allontanerà velocemente con una scusa. In questo caso avvertite comunque le forze di polizia della presenza del potenziale truffatore in giro, perché potrebbe dedicarsi ad altre persone.

In parole povere: non fidatevi degli sconosciuti, anche se sembrano vestire un’uniforme e non aprite a chiunque la porta di casa.

Non fidatevi delle apparenze. Spesso, come accennavamo, siamo di fronte a una persona distinta, elegante e particolarmente gentile. Spesso, se non si qualifica come Carabiniere, dice di essere un funzionario del Comune o di una ditta di erogazione di servizi: ma in questi casi, nella realtà, la visita è normalmente preannunciata. Quindi, sarà sufficiente un “controllo incrociato” con l’ente di riferimento per ritrovare la tranquillità: nel senso, aiuta avere nell’immediata disponibilità una rubrica con i numeri di telefono “utili”: Stazione Carabinieri, Ospedale, ma anche imprese per forniture di acqua, gas elettricità, Poste e via dicendo.

Ma ricordate: le forze di Polizia – né altri enti – non chiederanno mai di controllare il denaro in contanti, per verificare se sia fasullo o meno.

Prima di far entrare chiunque, accertatevi della sua identità ed eventualmente fatevi mostrare una tessera di riconoscimento, che deve essere visibile o esibito a richiesta (tenendo presente che alcuni esibiscono una sorta di documento, ovviamente contraffatto).

Poi: non date soldi a sconosciuti che dicono di essere funzionari di Enti pubblici o privati di vario tipo. Non esistono servizi di “riscossione di bollette” a domicilio: utilizzando i bollettini postali o la “domiciliazione bancaria” avrete un sicuro riscontro del pagamento effettuato.

E’ importante anche, se possibile, non conservare in casa grosse somme di denaro: i casi segnalati hanno portato in tasca dei malfattori diverse centinaia di euro, in contanti.

Infine: se inavvertitamente avete aperto la porta ad uno sconosciuto e, per qualsiasi motivo, vi sentite a disagio, non perdete la calma. Invitatelo ad uscire dirigendovi con decisione verso la porta. Apritela e, se è necessario, ripetete l’invito ad alta voce. Cercate comunque di essere decisi nelle vostre azioni ed anche di attirare l’attenzione di passanti, del vicino di casa.

Un’ultima precisazione: non accettate di essere accompagnati in banca o in posta a prelevare denaro. In questo caso siete sicuramente – ripetiamo, sicuramente – in presenza di truffatori; nel caso vi troviate in banca – vedrete che chi vi ha accompagnato aspetterà fuori – avvertire il cassiere o il direttore della filiale di quello che sta succedendo o chiamate direttamente i Carabinieri.

Un ultimo inciso: proprio perché i truffatori sono bravi, le vittime, le persone che vengono raggirate, si vergognano, si sentono “stupide”. E non denunciano il fatto, perché “sono solo 100 euro”, o “ma che figura ci faccio?”. Non abbiate timore: nessuno si permetterà, nello spazio riservato dei nostri Comandi, di prendervi in giro. Riferite l’accaduto, denunciate chi ha fatto la truffa: la collaborazione del cittadino è la forma più diretta di prevenzione e, di conseguenza, un passo ulteriore verso la sicurezza.

Ricordiamo infine che questi ed altri suggerimenti possono essere ripresi sul sito www.carabinieri.it, nell’area “Cittadino” (in alto a sinistra della pagina web), al menu “Consigli”.