L’ascolto della musica è sempre un momento importante. E’ arte. L’arte dei suoni. Il concerto, dal vivo, ha poi un suo fascino singolare, qualunque esso sia.

 

L’ascolto diretto, non registrato, delle note; l’osservare i musicisti in un tutt’uno con il loro strumento, è una forma di spettacolo notevole. Le protagoniste sono le note sgorgate dal martellio, dallo strofinio delle corde, in questo caso; in altri da una colonna d’aria, da una percussione.


Il suono, a volte dirompente, altre volte delicato, pare vada a dipingere, con il suo calore, l’aria circostante con alti e bassi; pare un’onda a volte tesa, a volte appena crespa, oppure impetuosa, incalzante; altre volte solenne, maestosa, come la partitura richiede.

Il musicista s’impone con la tecnica, la conoscenza profonda dello strumento, delle sue potenzialità; con la sua parte di studioso, di cultore, senza scordare il sentimento, elemento molto importante, espresso con la bravura.

La partecipazione, ad un appuntamento musicale, rapisce, nello stesso tempo, distoglie. La sensazione è quella di essere davanti ad un dipinto, con le sue sfumature, le sue tonalità chiare, quelle scure, posizionate nel preciso luogo voluto dal pittore, le une accanto alle altre: sempre in solenne armonia.

Altrettanto sgorgano le note, inserite al momento giusto, nel posto giusto. Questo mosaico è voluto dall’autore: all’interprete spetta il difficile compito, attraverso lo spartito, letto, o ricordato con l’ausilio dello strumento, d’interpretare non solo lo scritto, soprattutto il pensiero stesso, le medesime emozioni, provate dal compositore nel momento in cui, armato di penna, getta i segni sul pentagramma.

L’insieme è una componente di straordinari fattori, tutti indispensabili: il più importante certo è l’autore. Senza il suo documento non ci sarebbero le melodie ascoltate; l’interprete o gli interpreti, grazie al loro talento, trasmettono le potenzialità; il costruttore dello strumento, da parte sua, trae l’abilità di dar voce ad un pezzo di legno, ad un ottone, ad una pelle sapientemente conciata, ecc…; e, per finire, lo spettatore s’accinge, quasi in punta di piedi, ad ascoltare quanto l’insieme di tante congegnali menti, hanno saputo coordinare, al fine d’assaporare quanto di meglio l’arte dei suoni ha fra le sue pagine.

Il concerto, scelto a campione, chiama in causa il pianoforte, il violino: quest’ultimo è il protagonista, è la voce parlante; il pianoforte domina la scena con i suoi armoniosi accordi, incita gli attacchi; queste le emozioni, è bene precisare, possono derivare da altri elementi, componenti del mondo della musica strumentale.

                                                                                              Franco Montaldo