I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Alessandria hanno tratto in arresto F. B., alessandrina di 22 anni, già nota alle Forze dell’Ordine, ritenuta responsabile dei reati di tentata rapina impropria e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.

I militari, intervenuti nel pomeriggio del 6 ottobre presso l’esercizio commerciale “Best One” di via Galimberti a richiesta del responsabile dell’esercizio, identificavano la giovane donna che poco prima, nel tentativo di dileguarsi senza pagare della merce che aveva nascosto all’interno della sua borsa, aveva aggredito una commessa colpendola con un pugno in faccia.


Il richiedente l’intervento riferiva che, dopo aver visto entrare in negozio la ragazza da lui riconosciuta come colei che già in passato si era resa protagonista di analoghi furti, l’aveva seguita tra le corsie, vedendola prelevare dagli scaffali diversi articoli che man mano occultava nella sua borsa. Tuttavia, giunta alle casse, la giovane donna oltrepassava le barriere antitaccheggio senza fermarsi. Subito bloccata, le veniva chiesto di restituire la merce che aveva preso ma ella negava di avere alcunché sino a quando, resasi conto che i titolari del negozio aveva allertato le Forze dell’Ordine, in un disperato e violento tentativo di fuga colpiva violentemente al volto una commessa, minacciando altresì le persone presenti.

Sfortunatamente per lei, il suo tentativo non riusciva in quanto i Carabinieri, giunti rapidamente sul posto, la bloccavano e dalla sua borsa tiravano fuori prodotti di bellezza e bigiotteria per un valore di circa 65 euro, a cui aveva ella rimosso il dispositivo antitaccheggio mediante l’utilizzo di una cesoia, nascosta sempre dentro la borsa, della lunghezza di ben venti centimetri, che a differenza della refurtiva subito restituita ai legittimi proprietari, veniva posta sotto sequestro.

La commessa colpita al volto, recatasi al pronto soccorso, veniva medicata e dimessa con cinque giorni di prognosi per il trauma contusivo riportato.

La 22enne, dapprima accompagnata in caserma per le formalità di rito e tratta in arresto per i summenzionati reati, veniva successivamente accompagnata presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Il giorno seguente, tradotta in Tribunale, dopo la convalida dell’arresto veniva posta in libertà in attesa del processo.