La percezione del dramma causato dai sismi di una certa magnitudo è tanto più profonda, quanto più si vive da vicino il disastroso evento tellurico. A distanza di un mese e mezzo dal terremoto che ha distrutto Amatrice e molte delle sue 36 frazioni, oltre a numerosi altri centri fra Lazio e Abruzzo,  causando 297 morti, le parole e le immagini della Dott. Cristina Pleba, geologa, e del Presidente CRI di Alessandria, Marco Bologna, appena tornato da Amatrice, hanno proiettato con indicibile forza, nella drammatica realtà del terremoto, tutto il pubblico presente alla conferenza organizzata dal Lions Club Tortona Castello al Circolo di Lettura martedì dal titolo “Terremoto: cause, prevenzione, soccorsi”.  La dott.ssa Pleba, dopo aver richiamato le fasi della genesi dei sismi, spiegando le parole-chiave che si accompagnano agli eventi tellurici (sciame, epicentro, magnitudo, ecc.), ha presentato il Catalogo Sismico Italiano, che elenca tutti i sismi avvenuti dall’anno 1000 ad oggi nel nostro Paese e permette di ricavare molte informazioni, nonché di stabilire  impressionanti analogie fra terremoti avvenuti negli stessi luoghi in epoche diverse. Un sisma identico a quello dell’agosto 2016 distrusse Amatrice nel 1639! L’Italia è all’avanguardia nella ricerca e rilevazione sismologica, purtroppo non esistono strumenti per prevedere i terremoti, nonostante la rete capillare di sismografi, i cataloghi sismici, i metodi statistici ed empirici…ci si può difendere soltanto attraverso la prevenzione: vale a dire il rispetto delle norme che regolano l’edilizia, l’urbanistica e la salvaguardia dell’ambiente.

La normativa italiana è all’avanguardia: bisogna solo rispettarla. Marco Bologna,  avvalendosi di fotografie molto eloquenti, ha ricordato le sue esperienze recenti sui luoghi del disastro, collegate a quelle di altri sismi, tra i quali il terremoto del 2003 a Sant’Agata Fossili, avvertito anche da molti presenti in sala. Il Presidente della CRI di Al, che presiede il Coordinamento provinciale Volontari della Protezione civile, ha parlato dei soccorsi portati subito dopo il sisma da parte del nostro territorio,  in particolare del sistema di telecomunicazioni montato dalla Protezione civile di Tortona, posizionando un ripetitore sul monte Terminillo con un elicottero dei carabinieri. Bologna si è soffermato sulle reazioni di panico nei sopravvissuti ed ha sottolineato l’importanza della presenza sui luoghi del sisma degli uomini delle istituzioni con la loro divisa: essere individuati e riconosciuti come emblema dello Stato è l’unica certezza a cui si aggrappano quelli che hanno perso tutto. Marco Bologna, già presente in Irpinia nell’80, in Umbria nel 97, in Emilia nel 2012, in Bosnia e Kosovo, a Dresda dopo le alluvioni e in tanti altri luoghi colpiti da cataclismi, è stato insignito del titolo di Commendatore al merito dal Presidente della Repubblica, dopo le alluvioni del 94 in Piemonte.


                                                                                     Marialuisa Ricotti