L’appennino ligure e quindi anche la zona Tortonese non è immune dai terremoti  ed infatti nel 2003 una scossa provocò non pochi danni a Carezzano, Sant’Agata Fossili e in altri paesi vicini, nonché danneggiamento anche in città. Per questo uno degli obiettivi del Comune di Tortona  era quello di censire gli edifici pubblici strategici, mediante compilazione di schede tecniche di ogni singolo stabile, entro fine settembre di quest’anno ed entro fine ottobre censire gli edifici commerciali o adibiti a servizi che rispettano la nuova normativa antisismica, costruiti o ristrutturati dopo il 2010, con inserimento degli stessi in un’apposita cartografia.

Il tutto con lo scopo, entro fine anno, di avviare le procedure per la redazione del Piano Comunale di Protezione Civile. E con una spesa tutto sommato abbastanza contenuta: 10 mila euro.


Purtroppo questo importante progetto, almeno per il momento, non verrà realizzato.

Lo stato di avanzamento del medesimo, come accertato dallo stesso Comune di Tortona al 30 giugno scorso, era soltanto del 4%. Delle tre fasi, infatti, era stata avviata – e soltanto in minima parte – la prima con il censimento di un quinto degli edifici pubblici.

La  redazione del Piano Comunale di Protezione Civile è  obbligatoria per legge e il Piano ha lo scopo di disciplinare le procedure di intervento sui diversi scenari di rischio presenti sul territorio, in modo da renderle, nella fase di emergenza come può essere in presenza di un terremoto, di un’alluvione, un allarme chimico o altro, più efficaci ed efficienti.

Propedeutica a tale attività risulta necessaria quella relativa al censimento degli edifici pubblici e privati strategici dal punto di vista della Protezione Civile, in modo da inserirli all’interno del Piano per un potenziale utilizzo in caso di calamità.

Perché questo importante obiettivo, giunto solo al 4% della sua realizzazione, non é stato raggiunto?

E quando mai Tortona potrà disporre di un Piano Comunale di Protezione Civile?

Una delle risposte che vengono spontanee  è che forse, il motivo, è da ricercare su chi era preposto a provvedere ai lavori di schedatura e censimento degli edifici: quattro vigili urbani!

Non sappiamo se soltanto queste figure professionali devono essere adibiti a tali incombenze o se sia possibile identificarne altri, ma di certo, la scelta di incaricare quattro agenti della Polizia Municipale, già sotto organico e oberati di lavoro, non ha giovato.

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