Domenica 29 maggio l’AIC di Sale, perseguendo l’obbiettivo di visitare luoghi vicini ma spesso sconosciuti, ha organizzato una visita alla Tenuta Rivellino, fra Grava e Piovera. Questo fortilizio che risale all’anno 1000 e che dal 1970 appartiene alla famiglia Gualco, è ben visibile nella nella fertile pianura alluvionale del Tanaro.

Pur mantenendo il suo aspetto antico e severo, nella tipica forma a quadrilatero, è diventato una moderna azienda agricola dove, oltre ai cereali, si coltiva un mais “ottofile tortonese” dal quale si ottiene, con la molitura a pietra, un’ottima farina da polenta dal sapore antico. Da alcuni anni, accanto agli ortaggi classici, in seguito a una crescente richiesta, si coltivano anche ortaggi “non convenzionali”: okra, bitter, patola, kekiri, coriandolo, melanzane e peperoni particolari, destinati a una aumentata clientela multietnica, specialmente cingalesi, indiani, pakistani.


Alberto Gualco con il figlio Filippo ha accolto i visitatori ai quali ha illustrato la storia della cascina fortezza. Al termine della visita, una ricca merenda sinoira preparata da Santina Citarelli, docente del corso di cucina de “Ra Carsèra”, e allestita sotto gli ampi porticati ha concluso in bellezza un pomeriggio nato all’insegna del temporale, che per fortuna è stato lontano. Particolarmente gradite le frittatine alla borragine raccolta fresca fresca nell’orto della tenuta e il casatiello alla cipolla di Breme, prodotta sempre in loco.

Un grande grazie alla famiglia Gualco per la disponibilità e l’accoglienza.