Tre le truffe scoperte dai militari della Compagnia di Acqui Terme nel corso dell’ultima settimana.

Nel primo caso, a Rivalta Bormida, il modus operandi è stato quello ormai noto: messo in vendita un oggetto su un sito di aste online e ricevuto il pagamento in questo caso mediante ricarica postepay, il venditore è sparito senza lasciare tracce.


In questo caso a vedersi deferita in stato di libertà dai Carabinieri di Rivalta una donna di Torino che, dopo aver messo in vendita uno smartphone di ultima generazione ed aver ricevuto la somma di € 140.00, è poi sparita nel nulla.

Le indagini, partite dalla denuncia di un cittadino di Orsara Bormida, hanno visto i militari incrociare i dati del portale di aste online, i numeri telefonici utilizzati per i contatti e i numeri delle carte ricaricabili utilizzati per le transazioni, giungendo all’identificazione della responsabile.

Nel secondo caso, ad Acqui Terme, a finire nei guai è stato un altro giovane torinese che, avendo preso in affitto un’abitazione, ne aveva pagato la caparra con un assegno, poi risultato scoperto. Alla richiesta dei proprietari di avere la somma prevista, il giovane non ha mai risposto.

Nel terzo caso, invece, i carabinieri di Ovada hanno deferito in stato di libertà due soggetti, un italiano ed un extracomunitario, entrambi residenti nel bresciano, autori della truffa del rilevatore di fughe di gas. I due, dopo essere entrati nell’abitazione di un 90enne ed averlo convinto ad installare il rilevatore, stavano per spillargli quasi 900 euro per un oggetto che ne vale poche decine. L’intervento dei militari, avvisati da una vicina di casa, ha permesso di identificare i due ed evitare di perpetrare la truffa.