Direttore, nel salutarLa Le chiedo di omettere il mio nome.
Direi, non si offenda nessuno, che non siamo nemmeno piu’ seri.
I traslochi dei reparti ospedalieri sono ormai giunti alla fase finale e la politica, le associazioni ed i comitati pensano di unire le forze per difendere gli ospedali di Acqui e Tortona? Si vorrebbe coinvolgere i sindaci come se tutti i primi cittadini, e loro rappresentati, fossero veramente interessati ad un progetto non univoco nemmeno precedentemente?.
La giunta regionale di centro destra prima e quella di sinistra oggi hanno gia’ dato risposte ed inviato segnali precisi: non se ne parla nemmeno.

Quanto successo ad Acqui in questi ultimi giorni ne e’ la testimonianza.Forse abbiamo dimenticato che le decisioni sono prese su altri tavoli; sia localmente che in regione si obbedisce a cio’ che il governo nazionale dispone o ha disposto.Si pensa che Chiamparino oggi possa cambiare le cose?.


E poi, Chiamparino oggi cosi’ come Cota ieri sono forse gli “uomini forti” che sono in grado di picchiare i pugni sul tavolo? Qualcuno ci crede davvero? O lo e’ Saitta oggi come Cavallera ieri in qualita’ assessori?

Siamo seri per favore. Sappiamo bene che gli ospedali come sino ad oggi intesi sono destinati ad un deciso ridimensionamento ma sappiamo bene anche che la chiusura o meno e’ determinata dalla  forza politica degli uomini del proprio territorio e non dai numeri degli assistiti o da quelli delle prestazioni erogate; almeno quando le differenze sono marginali.

E se ci concentrassimo sui prossimi obiettivi?

L’Agenzia delle entrate, come l’Inps-le stazioni ferroviarie-le postazioni della polizia ferroviaria ed in un  futuro non troppo lontano anche le caserme dei Carabinieri, saranno oggetto di decisi interventi sul territorio.Io ritengo che la sicurezza, in un futuro nemmeno tanto lontano, sara’ gestita da poche ma grandi strutture di vigilanza privata.

Il comando dei Carabinieri di Tortona gestira’ il presidio ed il monitoraggio territoriale di competenza avvalendosi della collaborazione di societa’ gia’ oggi operanti in zona. Naturalmente societa’ con adeguati profili organizzativi.Come per gli uffici di zona Inps che andranno a chiudere con l’attribuzione delle attivita’ ai Caf gia’ attivi oggi, ed il trasferimento delle risorse nelle direzioni provinciali (ad esempio Tortona su Alessandria) cosi’ anche per l’Agenzia delle entrate periferiche si arrivera’ in un futuro ormai prossimo allo stesso ridimensionamento logistico.

Azzeramento dei costi per la gestione delle sedi periferiche e personale gia’ formato per le sedi come Alessandria ad esempio.Situazioni ormai realta’ per molti sportelli bancari; ho vissuto personalmente questa ristrutturazione e posso testimoniare che sino a ieri si considerava la chiusura un possibile danno d’immagine mentre oggi e’ solo una questione di risparmio sui costi.

Non e’ piu’ un problema di perdita di rapporti, raccolta o impieghi ma un risparmio di costi logistici e del personale che consente, trasferendo nelle sedi di dimensioni piu’ grandi le risorse, di mitigare anche il turn over per i pensionamenti.Che poi l’utenza ne soffra e’ un altro discorso; comprensibile ma l’azionista privato monitora costi e ricavi ed essendo la soddisfazione per il servizio offerto, inteso come presenza capillare sul territorio, un problema di secondo piano appare evidente che il percorso delle chiusure totali o parziali degli sportelli e’ un obiettivo comune dal forte impatto economico.

Per l’ospedale unico si provi ad immaginare uno scenario: il comune che mettera’ a disposizione, prima di altri, del ministero competente l’area che necessita per quanto in argomento godra’ di un vantaggio oppure no?Se assieme all’area, ipotizziamo Tortona, mettesse anche sul piatto della bilancia la rete di trasporti pubblici da e per la struttura dalla stazione ferroviaria gia’ organizzata avremmo carte da giocare oppure no?Signori miei, chi si presenterebbe al tavolo politico, e sottolineo politico ben sapendo che oggi su questo aspetto siamo fortemente fragili rispetto a Novi, con dei progetti gia’ preparati che aspettano di essere avviati avrebbe a mio avviso gia’ messo del fieno in cascina; come si dice in campagna.

Se arriviamo sempre secondi o terzi rassegnamoci pure perche’ a Novi gli industriali del polo novese, indotto compreso, gia’ qualche idea ‘avranno sviluppata in proposito.Il nostro ospedale e’ gia’ preistoria mentre il resto e’ ancora l’oggi.Vogliamo attendere che diventi anche il resto preistoria per coinvolgere chi ha la competenza ed il carisma per essere e non solo per apparire?Dipende solo da Tortona, da quegli uomini e quelle donne che il territorio riuscira’ ad esprimere.

Cordialita’

Lettera Firmata