aido novi - QIn località Merella , presso l’azienda agricola “La Federica” , si è tenuto l’interessante incontro promosso dall’A.I.D.O. (Associazione Italiana Donatori Organi) di Novi Ligure , al quale ho avuto , in qualità di alunno del Liceo Amaldi , scuola che ha sostenuto l’iniziativa, il piacere di partecipare.

Con grande ospitalità e disponibilità, il locale ha permesso la realizzazione dell’incontro, intrattenendo i partecipanti con un  rinfrescante “coffe break” a metà mattinata.


I Relatori sono stati presentati dal Presidente AIDO della regione Piemonte , Dott. Valter Mione , che ha inoltre rivolto i dovuti saluti e ringraziamenti al Sindaco della nostra città , Rocchino Muliere,e ai rappresentanti di ASLNovi e  Confagricoltura Alessandria .

E’ quindi intervenuta la dottoressa Anna Guermani, responsabile del Coordinamento Regionale delle Donazioni e dei Prelievi di Organi e Tessuti , che  in modo chiaro e sintetico ,  ha cercato , semplificando in modo efficace, di spiegare il complesso meccanismo fine al trattamento e all’utilizzo degli Organi Donati.

La dottoressa infatti ci ha resi partecipi delle modalità , attraverso le quali è possibile scegliere di fare questo “Regalo” , che altro non è se non un Dono , dal momento che non è prevista alcuna remunerazione economica per il nobile gesto.

Gli organi possono essere donati anche da vivi – ha spiegato la dr.ssa – per quanto riguarda una porzione di fegato e i reni , ma la maggior parte di essi viene recuperata dai donatori dopo il decesso. Si innesta in questa situazione la difficile questione , non solo medica ma soprattutto morale ed etica, che concerne l’utilizzo degli organi del defunto , il cui primo ostacolo è rappresentato dal  consenso del donatore stesso  o della famiglia. La riflessione mi ha affascinato e mi ha portato a confrontarmi con problematiche all’apparenza secondarie , che si rivelano tuttavia di fondamentale importanza in determinate circostanze. La semplice accortezza, infatti, di mettere nero su bianco le proprie volontà può evitare che siano altri a decidere per noi , facendo una scelta, per ragioni bio-mediche eccessivamente impulsiva, che rischia di risentire in modo compromettente della difficile situazione che parenti o chiunque si trovi a prendere questa decisione , si trovano ad affrontare. Ecco che piccoli dettagli acquistano un incredibile valore e che affrontare una questione in modo lucido e previdente , può rappresentare il tanto atteso momento di ricominciare a vivere per un’altra persona. La posta in gioco è molto più alta di quello che possiamo pensare , “Parlane” è il motto della campagna : Parlane oggi , Parlane subito.

Tante infatti sono le persone che aspettano un fegato o un pancreas, molti di meno gli organi  a disposizione ; come selezionare?

A eccezione di emergenze assolute sul territorio nazionale, si opera una scelta a livello regionale , considerando età, salute. tempo d’attesa , condizioni psico-fisiche.

Un computer, paradossalmente, esegue i calcoli e sceglie chi vive e chi aspetta di poterlo fare.

Chi riceve il dono non può , nella maggior parte dei casi , nemmeno ringraziare il donatore , proprio per un’istanza medica che sconsiglia l’incontro tra i due , dal momento che si possono venire a instaurare pericolosi rapporti umani dettati dalla fragile situazione psichica del momento.

Donare quindi non è una decisione semplice, né retorica o perbenista, è un’ipoteca sul futuro , il segno tangibile della fiducia nell’altro, un gesto nobile,  che non deve essere però considerato in modo superficiale, ma frutto di una riflessione profonda e razionale.

12 novembre 2015

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