ospedale - gente ILa scellerata revisione della rete ospedaliera che declassa il pronto soccorso di Tortona da DEA a “presidio di base” e che segna l’inizio della fine per l’Ospedale cittadino (per come lo conosciamo e per come è stato fino ad oggi) compie un anno, essendo stata approvata il 19 novembre 2014. E sebbene ancora non sia ancora stata pienamente applicata,  già evidenzia tutte le proprie carenze e lacune. Ma andiamo per gradi.

Commentando il Piano Nazionale Esiti 2015 presentato a Roma nei giorni scorsi e relativo ai dati del 2014, l’Assessore Regionale alla Sanità Antonio Saitta ha dichiarato: “I dati elaborati dai tecnici di AGENAS sulla base di parametri nazionali attestano il buon livello complessivo della sanità piemontese. Nonostante i noti problemi finanziari ed i vincoli del piano di rientro al quale siamo sottoposti e dal quale contiamo di uscire in tempi brevi, anche i dati del 2014 dimostrano le numerose eccellenze della sanità è tra le migliori.”


Una autocelebrazione in piena regola, se non fosse che proprio da quei dati si evince, in maniera inoppugnabile, che il piano sanitario da lui fortemente voluto ed approvato esattamente un anno fa, non funziona.

Proprio da quei dati viene invece testimoniato come, all’umiliazione della sconfitta, Tortona abbia risposto con l’orgoglio dell’abnegazione.  Il nostro Ospedale risponde con i fatti, con  i ricoveri, con gli esiti certificati dall’AGENAS che sono superiori a Novi Ligure. (1)

Forse Novi ha tirato i remi in barca dopo una vittoria che possiamo definire di Pirro, o forse questi dati sono specchio della fiducia/sfiducia delle persone, dei pazienti, di coloro che la sanità la pretendono per  quel diritto sacrosanto ed inalienabile, sancito anche dalla nostra Costituzione? Meglio lasciare la risposta a chi si gratifica con l’incanto delle parole. I fatti dimostrano che la medicina ha curato il malato, l’Ospedale scomodo, antipatico, inviso e – tristemente – non appoggiato da una forte componente politica, ha dimostrato ai propri detrattori che è, invero, più in salute dei  più potenti “cugini” d’Oltregiogo.

I DATI AGENAS A CONFRONTO

Tra le voci riportate da AGENAS nel PNE abbiamo messo a confronto quelle presenti in entrambi le strutture, estendendo il confronto su due anni consecutivi: il 2014 riporta i dati in base ai quali la Regione ha stabilito che Novi Ligure fosse una unità maggiormente “produttiva” rispetto a Tortona, il 2015 come il territorio ha reagito al declassamento dell’ospedale tortonese e alla “promozione” di Novi Ligure.

Stante la variabilità degli eventi epidemiologici, una dato su tutti spicca all’attenzione: il numero dei parti 2014. Un flop in piena regola, quello della Regione,  di chi la sanità pensa di farla con la calcolatrice e il righello, anziché con il lavoro dei medici, dei sanitari e con la fiducia dei pazienti. Solo 713 nascite all’ostetricia di Novi Ligure, quando negli anni precedenti  con i reparti aperti su entrambi gli ospedali i numeri erano ben diversi:  955 nati nel 2011 (425 a Tortona, 530 a Novi) e 931 nel 2012 (437 a Tortona, 494 a Novi) dimostrano che il polo neonatale del San Giacomo ha unicamente concentrato nella propria città di residenza quel 25-30% di donne novesi che prima venivano a partorire a Tortona ma non è stato affatto in grado di porsi come punto nascite attrattivo per le mamme di questo quadrante, né si intravedono delle premesse per poterlo diventare in futuro. (2)

TOLTE LE NASCITE, TORTONA LAVORA DI PIU’

L’aspetto paradossale è che, togliendo le 713 nascite e quindi comparando  i numeri nudi e crudi tra le due realtà, dopo l’approvazione del suo declassamento, Tortona lavora di più, mentre Novi sembra sedersi sugli allori perdendo lunghezze nel confronto diretto. I dati si commentano da soli: nel riepilogo 2014 erano 2.173 gli interventi comparati contro i 2.051 delle stesse specialità effettuati a Tortona, ma nel prospetto 2015, tolti i 713 parti che a Tortona non avvengono più, la situazione si ribalta completamente, con 1.760 interventi a Tortona e soli 1.525 a Novi Ligure. Tortona viene scelta e premiata da un 15,40% di interventi in più, che in una sanità fatta con la calcolatrice, dovrebbe avere il suo peso.

Tra meno di un mese il TAR si pronuncerà in via definitiva sul ricorso presentato dai comuni del nostro distratto sanitario. Se queste ultime evidenze potessero contribuire a cambiare il corso delle cose, sarebbe il caso di porle in evidenza nelle sedi opportune.

Annamaria Agosti

(1)PNE 2015 http://95.110.213.190/PNEed15/emur/emur_perm.php

(2) http://www.oggicronaca.it/sorpresa-sui-dati-asl-per-anni-una-mamma-su-4-residente-a-novi-ligure-sceglieva-di-nascere-a-tortona/