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Gli stemmi rubati

I Carabinieri di Acqui Terme hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, A.S. 42enne acquese, con l’accusa di furto, tentato furto e danneggiamento aggravato.

I militari dell’Aliquota Radiomobile di Acqui, nel corso del loro servizio di perlustrazione, notavano, nei pressi di un parcheggio privato multilivello della città, un uomo muoversi con fare sospetto tra le autovetture ed armeggiare con la maniglia di apertura dello sportello di una di esse. A quel punto lo fermavano e lo sottoponevano a controllo.


Si trattava di A.S., soggetto già conosciuto alle Forze dell’ordine. proprio per reati contro il patrimonio (e spesso per furti di autovetture), lo sottoponevano a perquisizione.

L’uomo appena fermato, aveva tentato di nascondere un piccolo cacciavite che aveva in mano occultandolo nel cavo orale, sotto la lingua. I carabinieri intervenuti, tuttavia, si erano accorti del gesto e lo avevano obbligato a consegnarlo.

Durante la perquisizione, all’interno del marsupio,  venivano ritrovati numerosi stemmi di autovetture nonché parti delle stesse, chiaramente appena asportate. Un rapido controllo agli autoveicoli parcheggiati da quelle parti permetteva immediatamente di individuarne otto sui cui l’A.S. aveva appena “operato”.

Peraltro, nel verificare questo, i carabinieri potevano notare che altre macchine parcheggiate da quelle parti e dalle quali non era stato asportato nulla presentavano invece delle profonde rigature sulle fiancate.

Ritenendo fossero opera dell’uomo i carabinieri, una volta condotto il soggetto in caserma, provvedevano a verificare l’impianto di sorveglianza del parcheggio. Le telecamere avevano immortalato l’acquese in tutte le fasi della sua attività criminale. E’ quindi emerso che da ogni autovettura lo stesso avesse sottratto un pezzo oppure, vista la difficoltà, rigato la macchina quale sfregio. Infine aveva tentato di forzare la portiera dell’ultima autovettura probabilmente per darsi alla fuga, venendo però fermato dai Carabinieri.

Visti i gravi indizi di colpevolezza, l’A.S. è stato dichiarato in stato di arresto e posto, su disposizione del P.M. di turno, agli arresti domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo.

18 ottobre 2015