Paolo Paoli

Paolo Paoli

Paolo Caselli, o meglio, Paolo Paoli ha lasciato un profondo ricordo in tutti noi

Ho incontrato Paolo Paoli, la prima volta, alla SOMS del Cristo, or è molto, molto tempo, anzi mi ha voluto al suo fianco tutta la sera, con grande imbarazzo per me, ancora studente, invitandomi a seguirlo nei suoi prossimi spostamenti.


La sua scomparsa ha destato scalpore nelle migliaia dipersone contattate nelle serate, nei pomeriggi musicali, da lui sapientemente organizzati.

Lo ricordiamo tutti con il suo sorriso, sempre pulito, sotto quei grandi, grandi occhialoni portati, a dir il vero, con la disinvoltura di un uomo, dall’animo semplice.

La sua vita, per così dire, pubblica è cominciata quasi per gioco, abbinata all’impiego di bancario, per svilupparsi in pieno nel pensionamento.

La sua presenza, per noi della città, è sempre stata un punto di riferimento, un momento per staccare la spina, trascorrendo in sua compagnia momenti indimenticabili, in un connubio fra musica, spettacoli, colori, suoni.

Elargiva, non di rado, qualche premio fra i presenti, donato dalle attività economiche più in della nostra zona a chi aveva risposto con esattezza alle sue domande, preparate con cura, mai banali, mirate per lo più a diffondere le conoscenze sulla nostra storia.

La sua creatura di spicco è ne Il volto per il turismo, un titolo non scelto a caso, piuttosto nell’intento di porre sempre un accento considerevole alla nostra cultura, alle nostre tradizioni, seppure attraverso una carrellata di giovani visi, scelti con cura per rappresentare, nel loro modo di essere, tutta l’alessandrinità.

Grazie Paolo, noi ti ricordiamo così.

                                                                                     Franco Montaldo

11 ottobre 2015