È possibile che i bambini diventino un po’ filosofi applicando un metodo che li spinge a indagare anche su oggetti di uso quotidiano? Esistono dei momenti in classe in cui si offre loro la possibilità di liberare l’immaginazione, interrogandosi anche su cose ordinarie che non compaiono nei libri di scuola? E infine, è possibile renderli pronti a interrogarsi sull’imprevisto, sull’improbabile o sul possibile, invitandoli a trovare soluzioni creative ai problemi reali o astratti che vengono presentati alla loro attenzione?

Questo è ciò che accade quando entra in classe Filosofiacoibambini, una pratica  educativa originale che si vuole sviluppare forme autentiche di conoscenza (idee, parole, concetti, sentimenti, emozioni) e mettere in moto il meccanismo immaginativo nei bambini.


L’Associazione Filosofiacoibambini illustrerà il metodo e il progetto in un incontro dal titolo “Piccola introduzione alla filosofia”, che si terrà lunedì  5 ottobre alle 18:00 presso la Sala Convegni della Fondazione della Cassa di Risparmio di Tortona  tenuto dal Dottor Carlo Maria Cirino. 

Inoltre durante l’a.s. 2015/16 l’associazione svilupperà un ciclo di laboratori nelle scuole primaria e dell’infanzia dell’I.C. Tortona A che hanno aderito al progetto.

È da diversi anni ormai che questa pratica educativa, rivolta a bambini dai quattro ai dieci anni, è portata nelle scuole italiane e non solo. Si tratta di un metodo educativo originale nato nel 2008 tra le mura dell’Università di Urbino; partendo da laboratori che coniugavano filosofia e arte, il progetto è diventato in seguito un dottorato di ricerca, sviluppandosi poi in un’associazione presieduta da uno dei suo ideatori, il dott. Carlo Maria Cirino, in collaborazione con la dott.ssa Eugenia Bartoccini.

I laboratori non necessitano di alcun materiale specifico se non di un percorso continuativo e di una partecipazione il più possibile costante da parte degli alunni, che consentirà loro di raggiungere alcuni obiettivi fondamentali sia per la loro carriera scolastica sia, soprattutto, per affrontare le sfide della vita: un incremento delle capacità immaginative, del dialogo e della discussione regolamentata all’interno di un gruppo, ma anche l’arricchimento del vocabolario e la capacità di trattare concetti complessi e profondi come, ad esempio, l’amicizia, il dolore e il sogno anche in giovane età.

3 ottobre 2015

La sala convegni della Fondazione

La sala convegni della Fondazione