medico infrmiere - qCome al solito, le cose gravi, in Italia, si scoprono perché qualcuno avvisa i giornali che indagano, fanno le giuste telefonate fino a quando gli addetti ai lavori non sono obbligati ad ammettere la verità.

E’ accaduto anche stavolta ad Alessandria, dove, a quanto pare, un giovane di 24 anni si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale “Santi Antonio e Biagio” fin dalla serata di domenica.


Il giovane, sembra confermato, è affetto da Meningite Meningococcica, la più grave delle varie tipologie

Stiamo parlando di una malattia batterica acuta, molto grave, caratterizzata, dopo un periodo di incubazione di 1-10 giorni, da esordio improvviso, con febbre, forte mal di testa, rigidità alla nuca, nausea, vomito e altri sintomi.

In passato il tasso di mortalità superava il 50%, ma con la diagnosi precoce, una corretta terapia e le misure di sostegno nella maggior parte dei casi si ha rapida guarigione senza postumi. La mortalità comunque è sempre considerevole con un tasso di mortalità che varia 5 e il 10%.
Nei Paesi in cui la malattia è endemica il 5-10% della popolazione può essere portatore asintomatico del battere a livello delle prime vie respiratorie.

La malattia colpisce prevalentemente i bambini e i giovani adulti, specie se vivono in condizioni di sovraffollamento. Poiché al di fuori dell’organismo il meningococco presenta scarsissima resistenza agli agenti fisici ambientali (luce solare, essiccamento, ecc.) e ai comuni disinfettanti, è opportuno evitare luoghi sovraffollati.
Le persone che hanno avuto contatti molto stretti con un caso di malattia devono, entro 24 ore dalla diagnosi del caso, sottoporsi a profilassi con antibiotici.

Questo almeno si legge su internet al sito http://www.levaccinazioni.it/informagente/Adulti/Viaggiatori/Meningite%20meningococcica.htm.

Proprio questa situazione tutt’altro che allegra, a nostro parere, avrebbe dovuto indurre i medici a diramare un avviso e divulgare la notizia, ma evidentemente ci sono dei protocolli che lo impediscono. Non si spiegherebbe altrimenti questo comportamento dell’Azienda ospedaliera alessandrina che comunque ha avviato la profilassi innanzitutto nei confronti dei familiari cui è stato somministrata una dose unica di antibiotico, la Ciprofloxacina. Come da protocolli, in casi di questo genere, dopo la profilassi ai familiari sono stati ripercorsi i contatti delle persone incontrate dal ragazzo nei giorni precedenti.

Le strutture sanitarie affermano che “sono state attivate immediatamente le procedure da protocollo e quindi l’Asl ha fatto una copertura totale di tutti i contatti diretti della persona negli ultimi dieci giorni prima dell’evento.”

Possiamo stare tranquilli? Probabilmente sì, ma la certezza assoluta e matematica, in questi casi, si avrà soltanto martedì 13 ottobre.

 

P.S. Naturalmente le strutture sanitarie non hanno dato alcuna notizia ufficiale del caso e men che meno divulgato il nome del giovane.

7 ottobre 2015