walk QQualche decennio fa sarebbe stato praticamente impossibile fare un film come “The Walk” ma soprattutto far sentire il pubblico là sul cielo, tra le due torri gemelle di New York accanto al Philippe Petit, il funambolo che il 7 agosto 1974 rimase un’ora sospeso senza protezioni fra le due torri gemelli, ad oltre  400 metri di altezza in quella he rimarrà per sempre nella storia un’impresa epica.

Gli effetto grafici oggi possibili grazie al computer, la ricostruzione perfetta delle torri gemelle e soprattutto il 3D riescono a dare allo spettatore quella sensazione di vuoto attorno che sembra di essere anche noi sospesi sulla fune d’acciaio.


E’ questa la sensazione che si prova soprattutto se ci si siede a metà sala con lo schermo cinematografico che occupa tutta la nostra visuale e ci fa immergere pienamente nello spettacolo.

Questo è il cinema di oggi, dove la realtà virtuale riesce a far provare sensazioni inedite simili a quelle che evidentemente provò Petti quando andò a spasso nel vuoto.

E questa sensazione da sola vale il prezzo del biglietto.

Per il resto il film è sicuramente qualcosa di molto particolare: una storia vera che il regista Robert Zemeckis di Ritorno al futuro e molto altri, decide di realizzare affidando a Joseph Gordon Levitt (Sin Sity, Don John, Looper Il cavaliere oscuro) la parte del protagonista con un cast,  Ben Kingsley a parte, di attorini semisconosciuti.

Il fil è a tratti emozionate, per come il protagonista spiega quanti sia importate per lui, mettere un filo fra le due torri gemelle e camminare, là nel vuoto, in mezzo alle nuvole, per un impresa che rimarrà nella storia.

24 ottobre 2015

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