suore cieche - QLa notizia è arrivata sabato mattina direttamente dall’Ufficio stampa della congregazione orionina di Roma e parla dell’affidamento dell’immobile in disuso  delle ex suore cieche in via Emilia nord a Tortona ad una cooperativa che dovrà ristrutturarlo e renderlo agibile per ospitarvi una trentina di profughi.

Qualche nostro collega convinto di fare di uno scoop ha dato la notizia come se fosse imminente l’arrivo di uno stuolo d profughi in questa struttura, ma in realtà non è così: l’immobile, infatti, come abbiamo già detto in un precedente articolo, non è agibile ed ha necessariamente bisogno di una profonda e molto costosa ristrutturazione con tutto ciò che ne consegue con tempi e permessi da acquisire.
Che ci voglia del tempo ce lo ha confermato il prefetto di Alessandria,Romilda Tafuri: “Quella dei profughi nell’immobile delle suore in via Emilia nord a Tortona -dice il Prefetto è un’ipotesi allo studio ma non è imminente”.


Romilda Tafuri

Romilda Tafuri

Per il Prefetto quindi bisognerà attendere l’evolversi della situazione.

Si tratta di un progetto  futuro che è stato avviato dall’Opera Don Orione che  ha affidato una sua casa di Tortona, in comodato gratuito, alla Cooperativa “Villa Ticinum” per realizzare un progetto di accoglienza capace di ricevere fino a 30 profughi. Ilprogetto è stato denominato “Braccia e cuore” e sarà realizzato nell’ex monastero delle Suore Sacramentine non vedenti, trasferite in altra casa più piccola.
E’ quanto dichiara in una nota l’Ufficio Stampa dell’Opera Don Orione.
La Congregazione fondata da San Luigi Orione – prosegue la nota – è per lunga tradizione sensibile all’accoglienza dei “desamparados” e di “quelli che nessuno accoglie”. Oggi, sono i profughi e i richiedenti asilo. In Italia, gli Orionini hanno già alcune case aperte all’accoglienza di piccoli nuclei di profughi ed anche alcune strutture qualificate per l’accoglienza.”
Questo progetto di Tortona – si precisa nella nota – era in gestazione da tempo. La Congregazione orionina è già impegnata in varie località d’Italia per accogliere e aiutare queste persone, cercando di unire senso civile e carità cristiana. È un’emergenza di grande rilevanza di cui ci si sta rendendo sempre più conto realisticamente. Si presenta con aspetti politici e umanitari che vanno affrontati insieme, ma anche tenuti distinti, nel rispetto delle attuali leggi dello Stato e in attesa di altre migliori. Nell’iniziativa di Tortona, città di Don Orione, la Congregazione mette a totale disposizione una casa – un edificio molto ampio in un’area di un ettaro e mezzo -, un assistente
spirituale e volontari, mentre la Cooperativa Villa Ticinum avrà la piena responsabilità della gestione operativa, economica e legale del  progetto “Braccia e cuore.”

Naturalmente prima bisognerà provvedere ad ingenti investimenti: l’immobile infatti è in condizioni veramente disastrose con una parte del tetto crollata mentre all’interno impianti e sanitari sono tutti da sostituire.

Insomma passeranno anni prima che la struttura potrà (eventualmente) avere l’agibilità. Sempre che la cooperativa a cui è stata affidata abbia i soldi per effettuare l’investimento.

12 settembre 2015
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