bardone punto a capo - QEgregio Direttore,

dei 6.247 tortonesi che 15 mesi fa vedevano in Bardone “uno di loro”, ne sono rimasti solo una ventina, quelli che domenica sera hanno assistito al dibattito pubblico del Partito Democratico.


Davanti a queste schiaccianti evidenze bisogna avere il coraggio di ammettere che si è sbagliato, che si sta sbagliando e che bisogna attuare al più presto dei correttivi per non continuare a sbagliare.

L’alternativa sarebbe ammettere che il proprio consenso elettorale è basato su una tifoseria da stadio, e non su elettori consapevoli.

La tanto augurata svolta a sinistra delle elezioni 2014 ha insediato un regime di catto-comunismo, che peraltro ha unicamente sostituito il catto-perbenismo che ha governato nei 15 anni precedenti.

Tortona è sempre più inceppata in un meccanismo rotto, creato da apparenze, non mosso da sostanza.

Intonaci fragili di smielato buonismo, fatti di solidarietà razzista e selettiva, di purismo filoislamico ad oltranza, con un disgustoso retrogusto di – sempre meno velato – odio e repulsione verso i tortonesi di nascita.

Una città fantasma che vive di illusioni, di ipotetici e fantomatici rilanci e che rantola sempre più affannosa, ancora infestata dagli spettri di un glorioso passato prossimo, quello dell’era industriale, e di quelli – che ancor affiorano ad ogni scavo – del più fastoso trapassato remoto da colonia romana.

La storia cittadina narra di guerre e distruzioni, che hanno rischiato più volte di cancellarne la memoria. Di dominazioni che si sono alternate. Eppure, nonostante l’avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese è sempre riuscito a conservare la propria identità.

Fino ad oggi….. o fino a ieri.

Uno dei 6.247 tortonesi che lo avevano votato

15 settembre 2015

bardone uno di noi L