Domenica 30 agosto è l’ultima occasione della stagione per visitare il castello di Prasco, una delle dimore storiche più affascinanti del Monferrato.

Edificato intorno all’anno Mille appartenne nei secoli ai Malaspina, ai De Regibus, agli Spinola e ai Piuma, tuttora proprietari del castello.


prasco - QIl complesso edilizio consente di identificare gli spazi un tempo riservati all’abitazione dei feudatari e quelli destinati invece alla funzione pubblica di governo, di esercizio della giurisdizione e di difesa, come la sala d’armi, la soprastante sala delle udienze e la sovrapposta loggia della guardia. Questi ambienti sono dotati di autonomi accessi costituiti da un portone esterno con affaccio sulla piazza della Chiesa e da una autonoma scala.

Il complesso, pressoché circondato dal parco storico è costituito dalla struttura castellata centrale, dalla foresteria, situata all’interno del primo cortile, dalla costruzione pertinenziale che definisce il lato est di tutto l’insieme.

Il grande parco dove ha sede una splendida neviera seicentesca, è già documentato con la presenza di castagni, ma ebbe il suo momento più importante nel primo Ottocento per i lavori di consolidamento e per l’introduzione di una collezione di cultivar eccezionali di alberi da frutto da parte del conte Giorgio Gallesio, famoso scienziato, uomo politico, diplomatico e soprattutto pomologo che, per la sua fama, è sepolto a Firenze nel chiostro di Santa Croce.

All’interno del castello è allestito un museo di cultura materiale che documenta, attraverso gli antichi strumenti di lavoro e gli oggetti d’uso, opportunamente catalogati, la storia della produzione del vino e del miele nelle cantine e nelle dépendences del castello, nonché momenti di vita quotidiana e espressioni di attività artigiane legate al feudo.

Il castello è aperto dalle 15.00 alle 18.00 e le visite sono guidate personalmente dalla proprietaria ogni ora.

29 agosto 2015